Home Cronaca =LA CEMENTERIA DEI RIMORSI E DEI MORTI prima parte= di Nicola Magrone
=LA CEMENTERIA DEI RIMORSI E DEI MORTI prima parte= di Nicola Magrone PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 15 Giugno 2011 15:59

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[foto Giovanni Buttiglione/sudcritica]

Il 15 giugno scorso abbiamo pubblicato la prima parte di questa inchiesta. La "nuova" amministrazione comunale di Modugno non ha detto una parola, nella peggiore tradizione degli ultimi dieci anni. Riproponiamo quella prima parte annunciando la pubblicazione imminente della seconda parte. Qualcuno uscirà dal guscio impenetrabile dell''omertà?

PRIMA PARTE

Il 12 maggio 2011, nel corso di un comizio elettorale per Italia Giusta secondo la Costituzione, segnalai che a Modugno nessuno si andava preoccupando dell’immensa area fino a poco tempo fa occupata dalla cementeria della Italcementi. Un’area enorme, capace di ospitare l’insediamento di una vera e propria “Modugno 2 (ricordate la famosa “Milano 2? di più, ancora di più) letteralmente aggredita da residui devastanti di amianto. Quella cementeria - mi permisi di dire - non aveva solo dato lavoro ad intere generazioni di famiglie ma aveva portato loro lutti e sofferenze testimoniate ancora oggi. Mi permisi ancora di ricordare che pochi giorni prima era morto il dottor Pinuccio Loiacono, medico anestesista di indiscutibili qualità morali e professionali, il quale moltissime volte mi aveva confidato il suo convincimento sulla causa della sua terribile malattia: l’amianto della cementeria e mi aveva mostrato una serie di denunce alla magistratura delle quali non aveva saputo più niente. Osai infine dichiarare - nel mio comizio - che quell’area doveva definitivamente essere bonificata e destinata alla realizzazione di un parco urbano da intestare proprio al dottor Loiacono. Avevo pensato e sperato che almeno uno dei candidati sindaci, interrompendo per un attimo i banchetti e le elemosine elettorali, interloquisse in qualche modo su questa proposta. Ed invece, il silenzio assoluto di tutti e tre i vecchi arnesi della politica locale; asserragliati in Comune da decenni, essi continuarono i loro banchetti. Tutti eletti, naturalmente, tranne me nonostante il voto di tremila cittadini (su questo imbroglio non mi va qui di intrattenermi perché, qui, parlo di cittadini morti e traditi da amministrazioni affaristiche che ormai da decenni vanno assassinando il paese).

Prima del comizio, avevo discretamente chiesto al figlio del dottor Loiacono (giovane professionista che aveva seguito con totale dedizione il calvario del padre) di poter parlare pubblicamente della cementeria e di suo padre. Lui mi disse che Pinuccio, suo padre, sarebbe stato confortato da questa mia iniziativa; ed io ne parlai.

Non ho saputo più niente, mi hanno detto e ho letto che il sindaco nuovo (Pd) è uno che sta al Comune da più di dieci anni, che è stato anche assessore all’urbanistica, che è culturalmente e politicamente l’erede di quello “uscente” (una sorta di Attila inferocito contro ogni parvenza di trasparenza); che il candidato sindaco dell’Udc sta in consiglio comunale da molto prima e che  quello del centrodestra (ma fino a pochi mesi prima “stava”lui pure nell’Udc dove aveva accolto con tutti gli onori il sindaco in carica “migrato” dal Pd all’Udc) era stato allontanato dall’Udc e per questo si era “posizionato” a destra insistendo nella sua candidatura anche con il Pdl dato ormai per scomparso.

 

Ho cominciato a chiedermi: ma questo sguaiato caravanserraglio di amministratori di professione in gara tra loro perché non mi onora anche solo di una pallida e pavida risposta sul problema della cementeria? Come mai nessun giornalista fa loro anche una sola domanda tra un banchetto e l’altro, un’elemosina e l’altra?

I tremila cittadini che mi hanno votato hanno perso le elezioni e non sono rappresentati in consiglio dove pure c’è di tutto, indagati e imputati compresi. Chi porrà il problema della cementeria? Chi si ricorderà di Pinuccio Loiacono e degli altri che hanno pagato con la vita non solo l’aggressione dell’amianto ma anche e soprattutto la solitudine umana e sociale della loro insistita denuncia?

Ho pensato di sfogliare qualche carta. Darò conto appena possibile della mia solitaria ricerca se riuscirò a portarla a termine.

Mi preme tuttavia anticipare alcune situazioni che la lettura di poche carte sparse mi ha consentito di acquisire. Queste.

 

1. Il 1° marzo del 2004, cinquecento cittadini di Modugno (Bari) - tra i quali e in testa ai quali il dr. Giuseppe Loiacono - chiedevano al Sindaco di Modugno Giuseppe Rana (e informavano della loro richiesta lo Spesal della Ausl Ba/4, il Presidente della Provincia di Bari e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari) di essere “venuti a conoscenza della presenza di materiale contenente amianto nello stabilimento ‘Italcementi spa’ di Modugno nonché di una ordinanza del Sindaco del 25 gennaio 2003 (n. 004401)“ con la quale si ordinava alla Italcementi spa, proprietaria dello stabile adibito a cementeria, “la messa in sicurezza di emergenza, bonifica del sito e ripristino ambientale, secondo l’art. 17 del D.Lgs 5/2/1997 n. 22.

 

I cinquecento cittadini evocavano anche una successiva ordinanza del Sindaco (12 febbraio 2003 n. 7901) “indirizzata alla Procura della Repubblica di Bari, al Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia (Presidente della Regione Puglia), alla Provincia di Bari-servizio controllo ambiente, allo Spesal, alla Ausl Ba4, all’Arpa di Bari, al Pmp Ausl Ba$-settore chimico ambientale tossicologico, alla Compagnia Carabinieri di Modugno, al Dirigente dell’VIII settore del Comune di Modugno”.

Che cosa chiedevano, dunque, i cittadini al Sindaco di Modugno con la loro nota del 1 marzo 2004? Queste semplici richieste ed informazioni: 1.di prendere visione dei piani di lavoro della Italcementi spa e di eventuali relative autorizzazioni”; 2.di sapere se, dopo che la conferenza dei servizi del 4 giugno 2003 aveva giudicato del tutto insufficiente quanto trasmesso dalla Italcementi spa, si fosse provveduto ad avviare un procedimento in danno della società, con quale esito”; 3.di sapere se fosse stata accertata la pericolosità del cemento-amianto, determinandone la percentuale e accertando la presenza di fibre aerodisperse e di materiali inquinanti nei capannoni”; 4.di accertare la presenza di residui della lavorazione nell’area del sito e nella cava”; 5.se fossero stati disposti appositi transennamenti e  apposita cartellonistica a difesa di soggetti esposti”.

Alla Procura della Repubblica di Bari, i cittadini chiedevano di “accertare eventuali responsabilità”.

 

2. Dalle carte raccolte dai cittadini di Modugno, e per loro, dal dr. Giuseppe Loiacono,  e allegate all’istanza del 1 marzo 2004, appaiono di significativo rilievo le seguenti, le quali – benché frammentarie ed incomplete – consentono di osservare uno scenario aotico, contraddittorio e alla fine per niente rassicurante sotto il profilo della tutela della salute pubblica e dell’ambiente:

 

 

 

A. Informativa del Servizio controllo ambiente della Provincia di Bari alla Procura della Repubblica di Bari del 29 novembre 2002, dalla quale si rileva, tra l’altro, quanto segue:

 

All’interno dell’opificio industriale esiste una cava inattiva per l’estrazione del materiale calcare. Al limite della cava in direzione del cancello d’ingresso, è situato un impianto di frantumazione in muratura il cui perimetro esterno si sviluppa a forma di grigliato per consentire l’aerazione dei locali. Le lastre sistemate orizzontalmente sono di materiale cemento-amianto”; “Nello stesso impianto, è alloggiato un nastro trasportatore che parte dall’impianto di frantumazione e arriva in cementeria. Il nastro trasportatore è ricoperto e tamponato anche lateralmente da lastre ondulate in cemento-amianto. In sito esistono anche condotte pluviali dello stesso materiale (cemento-amianto)”; “Reparto di macinazione: si compone di ventole di aspirazione sistemate sul suolo con quattro grosse condotte collegate alla base che in elevazione raggiungono all’incirca 16 mt sino ad arrivare al piano superiore, dove sono alloggiati i filtri di depolverazione tutti rivestiti di amianto isolante del tipo floccato, ovvero usurato friabile nel tempo che, peraltro, si sgretola con la sola pressione delle mani”; “Il rivestimento che contiene amianto ha uno spessore medio di cm 5 circa ed è degradato nella maggior parte della sua lunghezza; in molti punti risulta sbriciolato, comunque debolmente legato, quindi potenzialmente in grado di rilasciare fibre libere a causa del cattivo stato di conservazione. Attraverso i percorsi di accesso ai capannoni possono altresì verificarsi altresì flussi d’aria dall’esterno verso l’interno che possono provocare la fuoriuscita di fibre”; “Nel reparto forni è concentrata la maggior parte di amianto coibentato, ovvero rivestimenti isolanti di tubi, condotti e cicloni di abbattimento, tutti rivestiti di amianto. Il reparto è in cattivo stato di conservazione generale; alcune tubazioni sono smontate ed adagiate sul suolo e sono fortemente sfibrate. Le utbazioni, che sono di diverso diametro, in media hanno uno spessore di 5 cm di amianto circa. Inoltre, parte del perimetro esterno del capannone è realizzato con lastre sagomate di cemento-amianto. Da verificare se il terrazzo è rivestito con guaina impermeabile del tipo catrame-amianto; attraverso i percorsi di accesso ai capannoni possono altresì verificarsi altresì flussi d’aria dall’esterno verso l’interno che possono provocare la fuoriuscita di fibre”; “Reparto di macinazione di materie prime: si compone di piano terra, primo e secondo piano.Nel reparto esistono molini per la macinazione e ventole di aspirazione con collegamento di grosse tubazioni che in elevazione raggiungono 20 mt circa. Le stesse si collegano ad un elettrofiltro in metallo sistemato secondo il piano. Il rivestimento è del tipo isolante floccato in cattivo stato di conservazione, in molti tratti resa friabile. All’interno del predetto reparto sono sistemate al èoanp terra 10 vasche in cemento amianto in discreto stato di conservazione. Attraverso i percorsi di accesso ai capannoni possono altresì verificarsi altresì flussi d’aria dall’esterno verso l’interno che possono provocare la fuoriuscita di fibre”;Sala caldaie: si compone di tubazioni e serbatoio di contenimento tutti rivestiti con materiale in amianto. Il rivestimento è friabile nelle parti degradabili”; “E’ da verificare se alle pareti interne dei vari capannoni visitati sono stati applicati nel tempo intonaci con impasti spruzzati a base di amianto”; “Tutti i capannoni visitati sono igienicamente inaccessibili. A parte le macerie esistenti all’interno e le tubazioni smontate, che sono rivestite di amianto sgretolato, altro rischio rilevato è quello delle polveri diffuse e i pavimenti che sono saturi di polveri di cemento (e forse non solo cemento). Considerato che l’amianto floccato esistente nello stabilimento non è uniforme né tantomeno intatto, elevato appare il rischio di rilascio di fibre anche negli ambienti esterni (all’esterno lavorano al momento una decina di operai) a causa di correnti d’aria o flussi d’aria in grado di sollevare la polvere di cemento dal suolo”; “La localizzazione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato nella realtà delle cose appare ben più grave di quanto si presenta a prima vista”; “l’amianto sotto forma di floccato-friabile e/o debolmente legato e/o compatto-usurato a rischio di usura è proprio tanto e che in generale è pari a svariate e svariate tonnellate”; “ai sensi del DM 5 settembre 1994 l’azienda è inserita nell’elenco delle industrie insalubri di cui all’art. 216 del TU delle leggi sanitarie - Amianto: industria insalubre di 1° classe di cui al punto 9 dell’elenco B come prodotti e materiale che lo contengono sia nella produzione che nell’impiego”.

 

B. Ordinanza del Sindaco di Modugno del 25 gennaio 2003 con la quale, in considerazione di quanto segnalato nell’informativa di cui alla precedente lettera A, ordinava “alla Italcementi spa le operazioni di messa in sicurezza di emergenza e l’adozione di adeguate misure di sicurezza e sorveglianza entro e non oltre quindici giorni dalla notifica dell’ordinanza stessa nonché di provvedere entro trenta giorni dalla stessa notifica alle operazioni di bonifica e ripristino ambientale dell’intera area secondo le modalità previste dall’art. 17 del D.Lgs n. 22 del 3.2.1997 e dall’art. 4 del D.M. n. 471 del 25.10.1999”; con l’avvertimento che in caso di inadempimento si sarebbe provveduto d’ufficio “con maggiori spese da imputarsi al committente; fatte salve le sanzioni amministrative e penali”.

C. Relazione tecnica 10 febbraio 2003 del P.M.P. (Presidio Multizonale di Prevenzione) della Ausl 4 di Bari: “Le analisi effettuate sui campioni prelevati nello stabilimento Italcementi di Modugno hanno mostrato la presenza di amianto in tutti i materiali, tranne che nella guaina bituminosa presente sul tetto dei capannoni. Si evidenzia pertanto la diffusa presenza di notevolissime quantità di amianto, per gran parte in matrice friabile ed in avanzato stato di degrado qual è quello degli intonaci contenenti amianto utilizzati allo scopo di isolamento termico nelle tubazioni, tramogge, impianti in temperatura del cementificio. Nello stabilimento sono presenti, pure, elevate quantità di cemento-amianto, usato come protezione dei nastri trasportatori, pluviali, vasche, frangisole delle finestrature; anch’esso risulta, per la maggior parte, in condizioni di avanzato e diffuso degrado, sia a causa della vetustà del materiale, che di danni meccanici connessi alle lavorazioni. E’ quindi necessaria un’accurata e sollecita opera di bonifica da effettuarsi secondo le procedure previste dalla normativa in materia, che consista nella rimozione e smaltimento di tutto l’amianto e nella bonifica delle parti di impianto che, trovandosi a contatto con materiali friabili e degradati, possano essere stati contaminati. La situazione in oggetto può configurarsi come sito potenzialmente inquinato ai sensi dei DM 471/1999 e D.Lgs. 22/1997”.

D. Ordinanza dell’11 febbraio 2003 del Sindaco di Modugno Giuseppe Rana, a seguito della relazione del giorno prima del P.M.P. della Ausl 4 di Bari: “[…] è risultato che nello stabilimento denominato Italcementi sono presenti elevate quantità di materiali in cemento amianto usato come protezione dei nastri trasportatori, costituenti dei pluviali, vasche e frangisole delle finestrature; […] detti materiali risultano per la maggior parte in condizioni di avanzato e diffuso degrado sia a causa della vetustà del materiale che di danni meccanici connessi alle lavorazioni colà svolte in passato; tenuto conto della possibile liberazione in atmosfera di fibre d’amianto e conseguente rischio per la salubrità ambientale e la salute pubblica; [è] necessario un urgente intervento di bonifica da effettuarsi secondo le procedure previste dalla normativa in materia nonché la messa in sicurezza dell’intero insediamento”; [e pertanto], ad integrazione del proprio provvedimento del gennaio 2003 [v. alla precedente lett. B], su proposta del Servizio Igiene e Sanità pubblica Ausl Ba4, ordina alla spa Italcementi […] di provvedere con urgenza e comunque entro 60 giorni a far data dalla notifica del presente provvedimento alla bonifica dei materiali contenenti amianto presenti nell’insediamento di che trattasi che consista nella rimozione e smaltimento di tutto l’amianto e nella bonifica delle parti di impianto che, trovandosi a contatto con materiali friabili e degradati, possono essere stati contaminati, esibendo preventivamente allo Spesal Ausl Ba4 apposito piano di lavoro ai sensi degli artt. 33 e 34 del D.Lgs n. 277/1999; con diffida che, non ottemperando entro il termine concesso, si provvederà a norma di legge con applicazione di sanzioni penali e deferimento all’Autorità Giudiziaria”.

E. A dispetto delle due ordinanze del Sindaco di Modugno, frettolose e gracilmente motivate nonostante una serie di accertamenti incontrovertibili sulla situazione dell’area Italcementi, quest’ultima replicava al Sindaco, il 24 febbraio 2003: “Le operazioni di messa in sicurezza di emergenza e le adeguate misure di sicurezza e sorveglianza sono state oggetto degli interventi di bonifica effettuati tramite Ditta specializzata nel dicembre 2002 [v. però, l’allarmata relazione tecnica del PMP dell’11 febbraio 2003, e cioè successiva alle dichiarate misure adottate dalla Italcementi]. Da notare che la nota della Italcementi del 24 febbraio 2003 è “assistita” da una relazione scheletrica del Dipartimento di Medicina interna e medicina pubblica - sezione medicina del lavoro datata 12 febbraio 2003 (il giorno dopo l’ordinanza del Sindaco di Modugno come da precedente lett. D) che in due paginette dichiarava: “In tutti i campionamenti non sono state riscontrate fibre di amianto. Pertanto, alla luce dei risultati ottenuti si può escludere la presenza di fibre di amianto nell’area circostante il capannone interessato”. Insomma, il Dipartimento universitario di Bari, su incarico di Italcementi, certificava il 12 febbraio 2003 l’assoluta regolarità della situazione che invece la Relazione tecnica 10 febbraio 2003 (appena due giorni prima) del P.M.P. (Presidio Multizonale di Prevenzione) della Ausl 4 di Bari, istituto pubblico, aveva così descritta (v. alla precedente lett. C): “Si evidenzia pertanto la diffusa presenza di notevolissime quantità di amianto, per gran parte in matrice friabile ed in avanzato stato di degrado qual è quello degli intonaci contenenti amianto utilizzati allo scopo di isolamento termico nelle tubazioni, tramogge, impianti in temperatura del cementificio. Nello stabilimento sono presenti, pure, elevate quantità di cemento-amianto, usato come protezione dei nastri trasportatori, pluviali, vasche, frangisole delle finestrature; anch’esso risulta, per la maggior parte, in condizioni di avanzato e diffuso degrado, sia a causa della vetustà del materiale, che di danni meccanici connessi alle lavorazioni. E’ quindi necessaria un’accurata e sollecita opera di bonifica da effettuarsi secondo le procedure previste dalla normativa in materia, che consista nella rimozione e smaltimento di tutto l’amianto e nella bonifica delle parti di impianto che, trovandosi a contatto con materiali friabili e degradati, possano essere stati contaminati. La situazione in oggetto può configurarsi come sito potenzialmente inquinato ai sensi dei DM 471/1999 e D.Lgs. 22/1997”.

3. Naturalmente, la Italcementi si premurò di impugnare le due ordinanze del Sindaco di Modugno e la stessa informativa relazione tecnica 10 febbraio 2003 del P.M.P. (Presidio Multizonale di Prevenzione) della Ausl 4 di Bari. Contenzioso che si sarebbe protratto addirittura fino al 12 maggio 2011 con l’esito che vedremo. 

4. In questo contesto, amplissimamente documentato da appositi accertamenti da parte di organismi pubblici a questo compito specificatamente preposti, l’iniziativa dei cinquecento cittadini di Modugno, tra loro e in testa a loro Giuseppe Loiacono, di chiedere adeguate spiegazioni al Sindaco di Modugno e puntuali accertamenti alla Procura della Repubblica di Bari.

 

Che cosa sia successo dopo, è cosa difficilissima da accertare. Proverò a farlo nella seconda parte di questa inchiesta documentaria. Fermo restando che la cementeria di Modugno è ancora lì, mostro sostanzialmente inesplorato e che una muta di imprenditori vi scalpita attorno con obiettivi famelici. Fermo altrettanto che il 12 maggio 2011, nel corso di un mio comizio elettorale, posi in solitudine il problema della cementeria e soprattutto della destinazione della sua area. Tutti tacquero e tacciono. Brutto segno, del quale cercherò le ragioni, per quanto potrò. Resta infine fermo che  per me lì ci dovrà andare una parco pubblico, il parco Pinuccio Loiacono. E che questo pensa anche e soprattutto Italia Giusta secondo la Costituzione non solo ma anche - e questo conta - il Consiglio di Stato.

Questa prima parte può fermarsi qui; dove, cioè, è lecito concludere che, di là dalle approssimative ordinanze del Sindaco di Modugno e delle rassicurazioni date dalla Italcementi, il sito della cementerai resta, a distanza di 67 anni dal suo insediamento e di 12 anni dalla sua chiusura, una bomba ecologica che incombe sul territorio di Modugno e non solo di Modugno. Il tutto, nella indifferenza generale delle amministrazioni locali succedutesi e delle autorità preposte al controllo. Nel frattempo, il dr. Loiacono (e con lui tanti altri) ci ha lasciati portandosi con sé il cruccio disperante di non aver avuto una risposta alle sue domande sulle ragioni vere che lo andavano portando alla tomba.

 

Nel frattempo - si intende - il frenetico agitarsi di proprietari-imprenditori intorno alla carcassa dell’Italcementi, progetti alla mano e luminose prospettive di insediamenti urbanistici di devastante importanza (nella fantasia popolare, una sorta di “Milano 2). Come si vedrà a momenti.

___________________

NOTA La seconda parte di questa inchiesta documentaria verrà pubblicata a ottobre 2011. Le ragioni di tempi così dilatati stanno: a) nella difficoltà che si va incontrando nell’acquisizione di atti e documenti e finanche di semplici testimonianze ed informazioni, b) nella urgenza di porre sin da ora all’attenzione dell’opinione pubblica  e, per quel che vale, della nuova Amministrazione comunale di Modugno non ancora insediata (copia conforme della precedente) la drammatica vicenda.

Deve tuttavia assicurarsi il lettore che di tutte le difficoltà, gli ostruzionismi, di tutte le tracce di connivenza tra poteri pubblici e interessi privati, daremo puntualmente conto perché si sappiano.

___________________

AGGIORNAMENTI ALLA PRIMA PARTE

 

*  Agostino Di Ciaula mi ha inviato il seguente messaggio, del quale lo ringrazio:

"

"Ho letto con grande piacere ed interesse l'articolo "LA CEMENTERIA DEI RIMORSI E DEI MORTI" e condivido in pieno la necessità di continuare a parlare di questo problema, anche perchè purtroppo la cementeria non è la sola fonte di amianto alla quale i modugnesi sono esposti.

Mi sono occupato per anni di questo argomento e ho avuto anche occasione di parlare di questo con Pinuccio Loiacono, che mi ha mostrato tutta la documentazione da lui raccolta.

In previsione della seconda parte dell'inchiesta pubblicata su "Sudcritica" spero di fare cosa utile allegando un estratto (in pdf) del mio "Profilo di salute della città di Modugno" ed un aggiornamento (in doc) sulla situazione epidemiologica del tumore maligno della pleura nei residenti a Modugno negli anni 2000-2005 (ultimi dati in mio possesso).

L'idea di creare lì un parco cittadino è sicuramente entusiasmante, ma bisognerebbe mettere in conto una bonifica integrale anche della cava, nella quale sembra ci sia addirittura più amianto che nella stessa cementeria.

Ci sarebbe inoltre da risolvere la questione del nuovo tracciato ferroviario, che se non ricordo male dovrebbe attraversare in pieno la cava, secondo me con enormi problemi logistici.

Un caro saluto"

Agostino Di Ciaula

 

Tutti i diritti riservati a Sudcritica.it L'articolo e le immagini possono essere ripresi per specifiche citazioni solo alla condizione che se ne indichi la fonte. bambin_per_titoli

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Settembre 2011 22:44
 

Commenti  

 
+3 #23 SUDCRITICA 2011-10-23 10:56
Un signore a noi sconosciuto ha osservato su fb che Italia Giusta ha diffuso dei manifestini e li avrebbe fatti affiggere ai muri delle abitazioni dei consiglieri comunali di Modugno. Un delirio inspiegabile. Si tratta della copia della lettera di IG, di Sudcritica e dei Verdi di Modugno al Sindaco per sapere che cosa si è fatto e si va facendo per la bonifica dell'area della cementeria e quale è attualmente la destinazione dell'area intera. Il nostro sconosciuto interlocutore non si è preoccupato di queste domande ma ha stignatizzato il disturbo arrecato ai consiglieri comunali. Noi, naturalmente, non conosciamo i domicili dei consiglieri, abbiamo distribuito ai cittadini i nanifestini e li abbiamo messi in una bacheca mobile in piazza. Niente da fare; quello ha insistito e insiste perché noi togliamo i manifestini. Della cementeria lui non si preoccupa affatto, va tuto bene; ad inquinare sono i manifestini e soprattutto le domande poste al sindaco.
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0 #22 SUDCRITICA 2011-10-21 23:32
Il sig. Paquale De Santis ci ha chiesto di togliere dal suo commento del 15.9.2011 la frase che l'ha turbata. Abbiamo assecondato la legittima richiesta perché della sua azienda, come già chiaritole, alla rivista non interessa nulla. Per quanto riguarda la rivista Sudcritica (e - siamo sicuri- il sig. De Santis), ribadiamo che il problema che la rivista ha posto e pone riguarda il persistente pericolo per l'intera comunità, noi e lei compreso, dell'quinamento da amianto dell'area, dell'intera area, dell'ex cementeria. Che lei condivida o no la nostra denuncia e la nostra preoccupazione è un particolare che non ci interessa. Per parte nostra, la polemica finisce qui.
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0 #21 Agostino Ruccia 2011-10-19 16:37
La mia è una risposta al commento nr. 16 del sig. Pasquale de Santis che fa riferimento esattamente alla mia azienda.
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0 #20 SUDCRITICA 2011-10-19 15:59
Egregio Sig. Agostino Ruccia, per quanto abbiamo riletto non solo la prima ma anche la seconda e terza parte dell'inchiesta sulla ex cementeria da noi pubblicata, non abbiamo trovato alcun riferimento alla sua azienda. D'altra parte, oggetto dell'inchiesta era lo stato di quell'area, che noi riteniamo altamente inquinata da amianto, e la prospettiva di utilizzazione di essa, che noi riteniamo vada destinata a parco pubblico. Le qualità della sua azienda, dunque, non sono state messe in discussione. Nei confronti della sua azienda, anzi, esprimiamo il massimo rispetto, al punto che la ritieniamo semmai vittima della situazione come vittime sono tutti i cittadini di Modugno. Se lo crede opportuno, ci mandi le informazioni essenziali sulla sua attività e noi le pubblicheremo: non abbiamo certo interesse a danneggiarla, anzi abbiamo l'interesse civico contrario, quello cioè di favorirne lo sviluppo. Se permette, con amicizia, SUDCRITICA
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0 #19 Agostino Ruccia 2011-10-19 13:07
Sono Agostino Ruccia, titolare dell'azienda da lei citata. Rispondo alle accuse gratuite fatte nei miei confronti. Capisco la sua perplessità in quanto essa scaturisce dalla sua evidente ignoranza sulla materia agricola, nella fattispecie "bio" e la invito pertanto ad informarsi presso gli organi competenti a proposito dei controlli e del lavoro che c'è dietro quella scritta "bio" che è per noi da generazioni un metodo di coltivazione. La invito pertanto a rimuovere la suddetta frase offensiva con riserva di rivolgermi alle autorità competenti in materia sia legale che agli stessi organismi di controllo che frequentemente analizzano tutti i nostri prodotti nonchè il terreno nei quali essi vengono coltivati.
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+1 #18 nicola santulli 2011-09-26 16:49
....l'esito degli accordi illegittimi che hanno prodotto l'attuale amministrazione di MOdugno non sono che la risultante di un degrado la cui sublimazione concettuale trova corrispondenza nella frase dell'attuale sindaco rivolta ai suoi ammninistrati:" ...i cittadini di Modugno sanno!"
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+3 #17 PASQUALE DE SANTIS 2011-09-15 19:03
(terza parte)
Nell'attesa esprimo il mio più vivo apprezzamento per il lavoro svolto ed auspico, come proposto nelle recenti assemblee di Italia Giusta, di portare all'attenzione della cittadinanza questo problema in tutta la sua attuale drammaticità e pericolosità, con una assemblea cittadina dedicata alla denuncia di questo ed altri misfatti che insidiano la nostra salute e la nostra sicurezza.
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+2 #16 PASQUALE DE SANTIS 2011-09-15 19:00
(seconda parte)
Con profonda amarezza e con una punta di sconforto non intravedo nulla di buono nel futuro di quell'area e di ciò che la circonda; [...] Aspetto con ansia di leggere la seconda parte dell'inchiesta per aver ancora più chiaro (laddove fosse possibile) il quadro della situazione.
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+2 #15 PASQUALE DE SANTIS 2011-09-15 18:58
Come non restare sconcertati da tutto questo degrado ambientale, amministrativo e soprattutto morale. Infatti ciò che più di tutto mi impressiona e spaventa di questa amara storia di tolleranza nociva, di prepotenza e di indifferenza rispetto al dolore ed alle tragedie altrui provocate dalla tracotanza imprenditoriale scriteriata, è l'assoluto silenzio dell'amministra zione locale in merito all'ordigno velenoso che fa bella mostra di se all'ingresso del nostro paese, come fosse un arco di trionfo, un fiore all'occhiello di quella che oggi si suol definire "archeologia industriale". (fine prima parte)
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+4 #14 francesca di ciaula 2011-07-20 08:22
È assolutamente sconcertante il silenzio del Comune. Ancora una volta si ripropone ai cittadini come il Palazzo impenetrabile delle decisioni, dei movimenti occultati. Assurdo, osceno, fuori dal tempo e dalla vita del paese. Come non possono questi signori non essere sfiorati dal dubbio della loro improponibilità di rappresentanti istituzionali di una cittadina?
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==MARIO MARANGI, PER L'EXTRAVERGINE DI PUGLIA 'CREARE RETE' TRA I PRODUTTORI=Le ‪‎difficoltà‬ ma anche le grandi ‪opportunità‬ dei ‪‎produttori‬ ‪‎oleari‬ che puntano all'‪‎innovazione‬ e alla ‪‎qualità‬, in ‪Puglia‬ come a Modugno‬.
‪‎Investire‬ nell'‪olivicoltura‬ significa anche ‪valorizzare‬ il ‪territorio‬ e il tessuto‬ ‪sociale‬.
Ecco le ‪sfide‬ che affrontiamo noi ‪giovani‬ ‪‎imprenditori‬ ‎agricoli‬.
[v.in Sudcritica Modugno]

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=IL COMUNE DI MODUGNO ABBATTE IL 'MURO'. LO ACQUISTO' COME OPERA D'ARTE, LO DISTRUGGE COME BAGNO FATISCENTE=
di Francesca Di Ciaula.Il 2 febbraio scorso, in piazza Romita Vescovo, un tempo adibita a mercato del pesce, sono iniziati i lavori di demolizione della parete adiacente ai bagni pubblici.
La motivazione è presto detta: sicurezza e salvaguardia della pubblica incolumità, fatiscenza delle strutture. Il tutto per una spesa di 35 000,00 €.
La parete ricoperta di marmo nero, fu costruita a ridosso della chiesa seicentesca delle Monacelle in pieno centro storico, per nascondere un bagno pubblico, alla vista di chi sostava nella piazzetta. Una visione dai contrasti indicibili. Un monolite scuro e dietro la parete chiara dell'antica chiesetta. L'antico e il nuovo, maldestro tentativo di dare dignità al piastrellato che ha invaso il paese, eppure opera pubblica. La modernità imposta per capriccio o arbitrio, il marmo contro la pietra povera antica. Oggi ulteriore denaro pubblico è stato impiegato per distruggere quel manufatto a nessuno mai piaciuto per la sua manifesta volgarità.

[v.leggi tutto in Sudcritica Modugno]

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=ITALIA GIUSTA, IL COMUNE DI MODUGNO BLOCCHI LO 'SFRATTO' DELL’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO=
di Tina Luciano.

Il movimento Italia Giusta secondo la Costituzione sollecita il Commissario prefettizio a Modugno perché blocchi lo ‘sfratto’ dell’Istituto Nastro Azzurro fino a quando sarà pronta la nuova sede ad esso destinata, in locali comunali che oggi ospitano i Servizi sociali.Il Museo e le Associazioni combattentistiche raccolte nell’Istituto custodiscono oggi le poche tracce esistenti di una memoria collettiva di Modugno, perse le quali va definitivamente in frantumi l’identità dell’intera città.
Un luogo della memoria va protetto e tutelato: insistere nel volerlo ‘sfrattare’ ha il sapore iconoclasta della provocazione, del voler far apparire come insensibile al bene pubblico una pubblica amministrazione che deve invece avere a cuore unicamente le esigenze sociali.

[v.anche in Sudcritica Modugno]

I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CONSUMO DI SUOLO E COMUNITA' SENZA IDENTITA'. INCONTRO CON GIUSEPPE MILANO=
Il 23 gennaio 2015. Sono intervenuti Pasquale De Santis e Nicola Magrone."Contro il mostruoso consumo di suolo in tutta Italia, serve una mobilitazione dei cittadini, una coscientizzazione che ci faccia capire che la cementificazione costante ha un forte impatto sociale, significa alienazione, perdita di coesione della comunità, significa che non esiste più un'identità delle nostre città. Sentiamo spesso dire che si vuole 'costruire il futuro': ma lo si dice a vuoto, mentre si perpetuano questi atteggiamenti di noncuranza e di malapolitica. Costruire il futuro significa cominciare a far le cose per bene ogni giorno nelle nostre città. Quel che è successo a Modugno lo sapete voi, non ho titolo per parlarne ma parlano i fatti. Basta col dire che edilizia e urbanistica vanno visti come motore dello sviluppo, se poi sappiamo che servono per creare solo lo sviluppo di pochi... basta!"

Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[v.anche in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=SOVRANITA' NAZIONALE
MONETARIA
E DEBITO PUBBLICO=

Serafino Pulcini/
Mino Magrone

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON GIUSEPPE DI CIAULA=
Il 9 gennaio 2015. Coordinamento, formazione, esercitazioni, sicurezza sono i cardini di una buona protezione civile.Fondamentale un piano dettagliato di intervento, con volontari professionali i quali - quando dovessero verificarsi emergenze - sanno che fare ma non usurpano i compiti dei professionisti. Partecipano il presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, Pasquale De Santis, e Francesca Di Ciaula, della segreteria del movimento.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[v.anche in Sudcritica Modugno]

I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON WILLIAM FORMICOLA=
Il 12 dicembre 2014, su ''Stato di salute del territorio italiano e ruolo della protezione civile''.Al centro dell'intervento, le azioni che gli amministratori devono compiere per prevenire, e per intervenire nel verificarsi di emergenze; gli effetti della mano dell'uomo sull'aggravamento dei rischi, i pericoli legati al consumo del territorio e al costruire senza regole. E' intervenuto il presidente di Italia Giusta, Pasquale De Santis.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[in Sudcritica Modugno]

=POLITICA E CONSENSO=

=LA POLITICA
DELLE LOCUSTE=

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se si vuole tentare
un recupero
delle regole
che tutelino tutti,

bisognerà scontentare
i gruppetti di interesse
che si concentrano come locuste
intorno al patrimonio pubblico

di  Tina Luciano
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CULTURA, SCUOLA E
TERRITORIO E LA 'NUOVA'
FIERA DEL CROCIFISSO
A MODUGNO=

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Per i Seminari di Italia Giusta
secondo la Costituzione,
incontro - il 21 novembre 2014 -
col musicista dei Radiodervish
Michele Lobaccaro
e con Francesca Di Ciaula
e Valentina Longo.
Su politiche culturali a
Modugno, sul successo
della 'nuova' Fiera
del
Crocifisso inaugurata
con l'amministrazione
Magrone
e sull'importanza
delle relazioni
tra scuola e territorio.

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=DISCUSSIONI=

=ECONOMIA E UE.
CI VORREBBE KEYNES
MA E' TROPPO
DI SINISTRA=

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Ilquadro
macroeconomico

dell’Europa
dovrebbe suggerire
la ripresa di politiche economiche
poggiate sulle argomentazioni
della cosiddetta sintesi postkeynesiana.
Invece, ciò è ancora molto lontano
dall’essere preso in considerazione
dalle istituzioni europee

di  Mino Magrone

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=LE SCELTE FISCALI DELLA GIUNTA MAGRONE PER PROTEGGERE I CETI MENO ABBIENTI=
Incontro con Dino Banchino.

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore al Bilancio dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Banchino ha parlato delle scelte fiscali fatte dalla giunta, tutte improntate all'art.53 della Costituzione italiana, per il quale il sistema tributario nel nostro Paese "è informato a criteri di progressività”.
Per questo, per il 2014 a Modugno non si è pagata la TASI, preferendo scaricare il peso maggiore della contribuzione dei cittadini sull'Irpef. Sono intervenuti Pasquale De Santis, presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, e Nicola Magrone.

[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA GIUNTA MAGRONE E L'AIUTO AI PIU' DEBOLI=
Incontro con Rosa Scardigno

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore ai servizi sociali dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Al centro dell'intervento dell'assessore, gli sforzi per ricostituire servizi disastrati (Ufficio di Piano, in primis), le necessità cui assolvere senza arbitrio, la descrizione di un lavoro interrotto a poco più di un anno dall'insediamento, quando avrebbe potuto dare aiuti più congrui.

[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
CON ITALIA GIUSTA
PER ROMPERE
L'AGGLOMERATO
DI POTERE=

logo italia giusta internet


Da queste parti
smuovere la stagnazione
di poteri è stato
un azzardo
ed una scelta
 coraggiosa.
E tuttavia la dimostrazione
che un movimento possa spezzare

un meccanismo consolidato
c'è stata.
[...] Che si possano tentare
scelte politiche limpide e nette,
l'esperienza amministrativa
modugnese ce lo insegna

di  Francesca Di Ciaula
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA NUOVA FIERA DEL CROCIFISSO=
Incontro con Tina Luciano -
"Queste sono le ragioni e le modalità della nuova configurazione della Fiera del Crocifisso......da un lato riannodare i fili con il centro della città, dall’altro garantire la sicurezza in un sito che, oltre ad essere isolato non garantiva nemmeno l’incolumità dei visitatori".

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=I LUOGHI=

=BORGO TACCONE.
STORIA PICCOLA
DEL SUD=

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Borgo Taccone
è questo luogo
dell'assenza,
una storia mancata
di insediamenti rurali.
Eppure non riesci
ad individuare la parola fine
a questa storia.
Il borgo intero sembra piuttosto
un racconto interrotto.

di  Francesca Di Ciaula
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=DISCUSSIONI=

=IL MATTONE DI CALVINO.
60 ANNI DOPO=

Credits-LaPresse h partb


“Un sovrapporsi
geometrico di parallelepipedi
e poliedri, spigoli e lati di case,
di qua e di là, tetti, finestre,
muri ciechi per servitù contigue
con solo i finestrini smerigliati
dei gabinetti uno sopra l’altro”.

di  Nicola Sacco
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=DISCUSSIONI=

=CRISI. PER SALVARE
L'EUROPA BASTEREBBE
SVEGLIARE IL GIGANTE=

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Una modesta
frazione

di questo gigante finanziario
narcotizzato e costretto
a stare improduttivo può,
purché l’Europa e la Germania
lo vogliano, finanziare opere
e interventi comuni di sviluppo
e crescita dell’occupazione
di lavoratori in Italia ed in Europa

di  Mino Magrone
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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
LA DIGNITA' POSSIBILE=

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Questo, il sindaco
di Modugno,
Nicola Magrone,
ha insegnato nel primo anno
di amministrazione a chi
ha voluto comprendere:
a essere chiari,
a pronunciare il nome delle cose
senza timore, pubblicamente,
non in cenacoli all’ombra
di qualche interesse
che non fosse quello
di tutti i cittadini.

di  Francesca Di Ciaula

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=DISCUSSIONI=

=TAMARO, IL GRANDE NEMICO
E' IL NIENTE. O LO E'
PIUTTOSTO IL NICHILISMO?=

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L'angoscia e il disagio
non sono soltanto
sentimenti dei giovani,
sono invece
di noi tutti
in quanto mortali
destinati a finire,
al niente

di  Mino Magrone

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Sudcritica Modugno

=GUASTO A PASSAGGIO A LIVELLO MODUGNO. IL SINDACO, SITUAZIONE ASSURDA CHE SI RIPETE= 5 aprile 2014 - Dice Nicola Magrone: "Prendero' le opportune iniziative per l'attuazione puntuale di intese precise sui compiti i di Fal e Rete Ferroviaria Italiana. Quello che serve e' scongiurare ulteriori situazioni di grave pericolo".[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=“La grande bellezza”?=

la grande bellezza


Finché continua
l’umana avventura
in questa valle,
ci sarà scienza, arte,
religione
e l’apocalisse del pensiero
lasciamola ai meno dotati.
Non ci riguarda.

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=JOBS ACT, LAVORO

SENZA DIRITTI

E SENZA DIFESE=

CGIL crisi

 
l’Europa solidifica
interessi preminenti
anche sottraendo
ai Paesi
a sovranità nazionale
le tradizioni politiche
e i documenti storici d’identità.
L’Italia è in prima fila con la cessione
della Costituzione e la fiammata
di follia collettiva del cambiamento
a tutti i costi, soprattutto in peggio

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=Per far ripartire l'Italia

non serve stravolgere

la Costituzione=

costituzione

Proposta, da parte di un attivista

di Italia Giusta, di una piccola

guida pratica, aperta a suggerimenti,

per orientarsi tra i temi

di stretta attualità politica

di  Nicola Sacco

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Sudcritica Modugno

=RACCOLTA DIFFERENZIATA A MODUGNO, SUDCRITICA INTERVISTA L'ASSESSORE = 17 marzo 2014 - Puoi seguire l'intervista anche alla pagina di Sudcritica Modugno.Tra breve, finalmente, anche a Modugno (e per l'intero Aro del quale Modugno è capofila) ci sarà un bando di gara per una vera raccolta differenziata. Con l'aiuto e la collaborazione di tutti i cittadini dovrà portare al traguardo 'rifiuti zero'. L'assessore comunale Tina Luciano spiega a Sudcritica come accadrà.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

=DISCUSSIONI=

Larroganza

della Rai

In nessun altro

Paese europeo

si assiste al pagamento

di un canone obbligatorio

a fronte di una pubblicità

invadente e accentratrice

di  Pippo De Liso

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[ Leggi tutto]

=DISCUSSIONI=

Il documento

alternativo

"Il sindacato

è un'altra cosa"

per il XVII Congresso

della Cgil

 

di  Pippo De Liso

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[ Leggi tutto]

=DISCUSSIONI=

Una sinistra

nata piccolo-borghese

 

di  Franco Schettini

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a mio avviso il nostro “marxismo” altro non è stato che riformismo piccolo borghese, nemmeno socialdemocratico

Il 15 giugno del 1975 Pasolini scriveva, dopo le effimere vittorie delle sinistre, che “l’Italia è nel suo insieme ormai un Paese spoliticizzato, un corpo morto i cui riflessi non sono che meccanici. L’Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione”.

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Contro la violenza sulle donne

MAGRONE, PALMINA E LE SUE PAROLE HANNO CAMBIATO LA MIA VITA
Casacalenda, 16 novembre 2013 - intervista di Maurizio Cavaliere. Magrone ricorda il giorno in cui palmina martinelli gli parlò in punto di morte, rivelandogli i nomi dei suoi aguzzini. La 14enne di fasano morì data alle fiamme nel novembre 1981, si era rifiutata di prostituirsi.

=LA VIOLENZA ESIBITA=

di Francesca Di Ciaula

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violenza2 [ Leggi tutto]  

DON TONINO BELLO - LA COSCIENZA E IL POTERE

IL POTERE, LA LEGGE, LA COSCIENZA
Don Tonino Bello ricordato dal sindaco di Modugno, Nicola Magrone, a Mola di Bari, il 16 ottobre 2013, con l'assessore regionale Guglielmo Minervini e don Gianni De Robertis.La speranza nel patto tra deboli, se non per rovesciare il potere almeno per attenuarne l'abuso. Tornare alle origini di don Tonino Bello è tornare alle origini del nostro popolo, cioè la Costituzione. Secondo il sindaco di Modugno, oggi la costituzione non deve essere modificata.

cronache dall'interno

=IL SINDACO DI MODUGNO NICOLA MAGRONE E LA SUA GIUNTA INCONTRANO I CITTADINI=
26 settembre 2013 - Filmato integrale dell'incontroPer la prima volta nella vita amministrativa di Modugno, l’amministrazione parla con i cittadini in un incontro pubblico.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

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