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=ECONOMIA ITALIANA. INTERVENGA LO STATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 31 Luglio 2017 00:00

neetIn Italia il sistema è malato,
solo la spesa pubblica può risanarlo


la povertà assoluta, i 62 miliardi in meno erogati alle imprese italiane, i fallimenti di 560 Comuni italiani (400 nel Sud) ed infine i giovani Neet non sono fatti slegati tra loro. Si tengono insieme perché insieme individuano sia la vistosa crepa teorica e pratica esistente nel nostro mondo - dominato, non soltanto in economia, dal laissez-faire - sia il possibile rimedio. Ostinati interessi di classe, fortunate carriere e posizioni di potere consolidate e ben radicate bloccano la possibilità che i rimedi siano operativi. 

 di  Mino Magrone
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Non sono più di quattro i fatti emersi in questi giorni che meritano una più attenta riflessione al fine di ricavare più generali considerazioni di ordine più teorico e sistematico. Non c’è dubbio che le statistiche e le notizie siano abbondanti, ciò che manca è la critica sociale della situazione data e l’approfondimento delle cause di tanto disagio sociale, politico ed economico che attraversa il nostro Paese.

 

In sintesi i quattro fatti sono: 1. la povertà assoluta di molti italiani (oltre cinque milioni) mostrata dagli studi pubblicati dall’ISTAT; 2. i 62 miliardi di euro in diminuzione, nel triennio 2014/2017, del credito erogato alle imprese italiane messo in evidenza dall’ufficio studi della Cgia di Mestre; 3. i Comuni italiani che in meno di cinque anni sono triplicati nel numero dei fallimenti (i dissesti sono stati ben 560 e 400 riguardano fallimenti di Comuni del Sud dell’Italia); 4. infine, il fatto che i giovani emergono alle cronache come una nuova categoria densa di significati sociologici e psicologici, del post-moderno. Sono i tantissimi giovani italiani compresi tra i15 e i 24 anni che riempiono la triste nuova categoria dei giovani Neet. La sigla sta per “Not in employment education or training”. Non studiano, non lavorano, non seguono un percorso di formazione. Nell’Unione europea siamo i primi a guidare la triste lista.

La sociologia già divide i giovani Neet in due parti. La parte dei Neet “esogeni” e la parte dei Neet “endogeni”. Attivi, sfortunati,diseguaglianze-Largo-Argentina-Roma-foto-Davide-Pisano precari, sfruttati ma comunque alla continua ricerca di un lavoro stabile gli esogeni. Rassegnati, delusi, neppure più alla ricerca del lavoro i Neet endogeni. È il sottoproletariato della nostra modernità o del post-moderno. Una post-modernità che si vanta di essere senza più distinzione tra destra e sinistra. Ma tuttavia con la forte e ingombrante presenza della povertà giovanile (oltre un milione), femminile (2.500.000 donne) infantile (1.300.000 bambini), operaia. Chi provvede ai Neet? L’ammortizzatore sociale sono, quando possono, le famiglie. Sennò si arrangino nel silenzio neppure tanto disagiato della civiltà dei buoni stipendi e del lavoro sicurissimo.
I quattro fatti appena ricordati - la povertà assoluta, i 62 miliardi in meno erogati alle imprese italiane, i fallimenti di 560 Comuni italiani (400 nel Sud) ed infine i giovani Neet - non sono slegati tra loro. Si tengono insieme perché insieme individuano sia la vistosa crepa teorica e pratica esistente nel nostro mondo dominato, non soltanto in economia, dal laissez-faire sia il possibile rimedio. Ostinati interessi di classe, fortunate carriere e posizioni di potere consolidate e ben radicate bloccano la possibilità che i rimedi emergano e soprattutto siano operativi. Sicché al vertice della piramide sociale dominano pochi ricchi e le classi sociali agiate, alla base si dà da fare tanta classe in tempi passati chiamata intermedia e gli operai che secondo l’Istat si trovano al gradino più basso tra coloro che ancora percepiscono un reddito.
I giovani Neet sono fuori gioco. Sono gli espulsi, il moderno sottoproletariato della civiltà post-moderna.
I quattro fatti individuano le cause, le crepe, le contraddizioni della nostra organizzazione di vita sociale. E insieme ne prospettano il rimedio.
introdu-o-macroeconomiaPiù di una volta ho richiamato l’attenzione del lettore sulla necessità di approfondire il significato e la dinamica interna dell’equazione che racchiude in sé il significato e l’importanza di una visione corretta del sistema economico e sociale. Che va visto non già dal punto di vista dei singoli soggetti o attori economici e sociali (microeconomia) ma dal punto di vista di aggregati economici e sociali molto più grandi (i consumi non del singolo consumatore ma dell’intera economa di un paese). Così per il risparmio, per gli investimenti, per il reddito che non sarà più del singolo soggetto ma nazionale, delle esportazioni ecc. La macroeconomia è racchiusa, per lo più, in questa equazione:
                                                                       R = C + I + Sp + (Esp – Imp)
Il reddito nazionale (che in sostanza è l’offerta totale del sistema economico nazionale) è uguale ai consumi più gli investimenti più la Spesa pubblica più le Esportazioni meno le importazioni. Gli addendi del secondo membro dell’equazione non sono altro che la domanda globale del sistema nazionale.

Ma se l’offerta totale (R) è uguale alla somma degli addendi del secondo membro dell’equazione (che è la domanda globale del jean-baptiste saysistema) vorrà dire che il sistema medesimo è in equilibrio. L’offerta totale è uguale alla domanda totale. La legge di Say (la legge degli sbocchi) è pienamente soddisfatta. Sono in molti, forse ancora la maggioranza, nel mondo della scienza, in quello politico, nel mondo industriale, finanziario e del commercio a pensare che, data la situazione di equilibrio del sistema, non è possibile che ci sia disoccupazione involontaria, povertà non voluta. I giovani Neet possono anche esistere ma subito sono destinati a essere assorbiti e adeguatamente sistemati nelle infinite possibilità del sistema.
Se R, l’offerta globale, è uguale alla domanda (come sosteneva J.B. Say) non è possibile che si verifichino crisi di sovraproduzione o di sottoconsumo. Però va pur cercata la causa, la ragione, la contraddizione che crea, come nel nostro Mezzogiorno italiano, una disoccupazione giovanile che raggiunge la clamorosa percentuale di oltre il 50%. Insomma, la crisi è sotto i nostri occhi e bisogna pur dare ascolto al Galileo di Brecht che è in ciascuno di noi e che dice ai suoi accusatori, “Signori, io vi scongiuro in tutta umiltà di credere ai vostri occhi”.
Ha cominciato a credere ai suoi occhi (ma poteva onestamente non farlo, vista la terribile crisi del 1929) nel 1936 J.M. Keynes il quale pubblicava un libro il cui titolo era “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta”. Mentre molti economisti e uomini di governo avevano ormai perduto la speranza che la crescita mondiale tornasse, quel libro offriva una nuova analisi teorica e diagnosticava che il sistema era gravemente ammalato ma non senza possibilità di ripresa purché si fosse dato ascolto ai rimedi prospettati nel libro.
John Maynard Keynes era un critico dell’establishment che proveniva dalle file dell’establishment stesso. Le sue critiche poco ortodosse nel campo dell’economia e dei metodi di studio e di analisi universalmente accettati vennero giudicati come altrettante quote-the-difficulty-lies-not-so-much-in-developing-new-ideas-as-in-escaping-from-old-ones-john-maynard-keynes-15-71-55bestemmie contro la fede nel libero mercato e nel capitalismo in cui la classe dirigente credeva ciecamente. Oggi non è che le cose siano cambiate molto. Per lo più la classe dirigente dell’Unione europea, anche dell’Italia, ha ancora fede nel metodo dell’austerità e considera un eretico e un bestemmiatore chi vi si oppone.
Ma torniamo, per chiudere il discorso, sulla nostra equazione del cosiddetto equilibrio macroeconomico.
Se R, l’offerta totale, è uguale alla domanda totale (C + I + Sp + Esp - Imp), il sistema è in equilibrio e se c’è squilibrio è soltanto di brevissimo periodo ed è dovuto a crisi brevi di assestamento delle grandezze costituenti l’equazione. Affermiamo, invece, che l’equilibrio di piena occupazione è veramente un caso particolare e raro e che la regola del sistema è l’equilibrio di sottoccupazione. Quindi con disoccupazione di lavoratori, impianti sottoutilizzati e diffusa povertà. Si dà per certa l’uguaglianza tra il risparmio e l’investimento. Tanto è vero che nell’equazione non appare il risparmio visto che si ritiene il risparmio interamente investito senza residuo. Il risparmio nell’equazione è identico all’investimento. Per cui è interamente investito. Ma non è così in realtà. Intanto sono diversi i soggetti che risparmiano rispetto a quelli che investono. I due mercati, del risparmio e degli investimenti, sono disciplinati da moventi diversi. Il risparmio non è guidato soltanto e semplicemente dal saggio dell’interesse; è influenzato invece, in modo determinante dal livello non dell’interesse ma del reddito del risparmiatore. Più alto è il reddito e più cresce la propensione marginale al risparmio e diminuisce quella al consumo. I redditi bassi all’incontrario hanno una propensione marginale al risparmio molto bassa o quasi nulla e al consumo molto alta. Il poco reddito viene quasi tutto e immediatamente consumato. Ancora, una parte del risparmio non scorre senza freni verso l’investimento, perché, se l’investitore prevede un basso rendimento dell’investimento anche a tasso d’interesse pari a zero o prossimo a zero o, addirittura, negativo, non domanderà risparmio sicché le somme risparmiate resteranno non investite. Inoltre, il risparmiatore ha altre esigenze per cui il risparmio finisce verso il “tesoreggiamento” e la preferenza per la liquidità. Si preferisce in forma liquida per la sua immediata utilizzabilità o per motivi precauzionali o speculativi. Insomma il risparmio non è eguale all’investimento.

Per le ragioni succintamente dette, il risparmio per sua intrinseca struttura e dinamica è sempre superiore all’investimento                                                 

Rs > I  

Se le cose stanno così, che cosa avviene nella dinamica della nostra equazione?
Avviene che una parte del risparmio (che è reddito prodotto e non consumato), la parte eccedente l’investimento, non concorre a formare la domanda globale necessaria ad assorbire l’offerta globale rappresentata, come già si è detto, dal reddito R (che rappresenta il primo membro dell’equazione).
Con un esempio di statica comparata il ragionamento diventa più comprensibile. Si parte dalla situazione di equilibrio (anch’esso di sottoccupazione) così immaginato:

 

R =

C +

I +

Sp+

(Esp - Imp)

 

100=

50 +

30 +

15 +

(10 - 5)

 

Se la parte non investita del risparmio dovesse subire un aumento supponiamo di 10, l’investimento diminuirà di 10. Per cui il nuovo equilibrio di sottoccupazione sarà:
                                                       90 = 50 + 20 +15 + (10 - 5)
Come si vede il reddito nazionale è diminuito (è diminuita l’offerta globale di 10) ed è diminuita anche la domanda globale. Il sistema ha raggiunto un nuovo equilibrio ma con più alti livelli di disoccupazione, bassi investimenti e situazioni di povertà più accentuate.
L’esempio è stato definito di statica comparata perché si sono messe a raffronto due situazioni di equilibrio (statico). La prima con reddito 100 e la seconda con reddito 90. I due momenti possiamo immaginarli in quiete, statici. La dinamica si svolge nel corso della discesa del reddito da 100 a 90. È in quel tragitto (dinamico) che la disoccupazione è in crescita, i giovani Neet, esogeni ed endogeni e i bambini poveri non hanno neppure da mangiare adeguatamente e le istituzioni comunali soffrono (se sono oneste) la triste esperienza della loro totale impotenza.
A questo punto è possibile chiedersi come procedere per spingere il sistema verso la piena occupazione? Visto chepiena-occupazione strutturalmente è in equilibrio di sottoccupazione?
È noto il paradosso keynesiano che spiega la necessità, nei periodi di crisi (con investimenti scarsi, disoccupazione e reddito calanti), di impiegare i lavoratori per “fare le buche e ricoprirle”. Fuori dal paradosso, è necessario che lo Stato e le altre istituzioni pubbliche territoriali allarghino la spesa pubblica, facciano investimenti per spingere in su il reddito nazionale e avviarlo verso il risanamento e, possibilmente, verso l’equilibrio di piena occupazione. Durante la crisi i privati non investono più. È lo Stato chiamato in causa. Chiamato a supplire e provvedere. Lo Stato e gli enti territoriali possono trovare le risorse finanziarie necessarie all’allargamento della spesa pubblica attraverso l’introduzione di una politica monetaria espansiva (sulla falsariga di ciò che, più o meno, stanno facendo Draghi e la Bce con il Quantitative Easing).
Per concludere è necessario ritornare ai quattro fatti dai quali si è iniziato il discorso: la povertà, i 62 miliardi in meno di investimenti, i comuni che falliscono, i giovani Neet. Questi fatti spiacevoli e dolorosi possono scomparire mano a mano che il sistema si avvicina all’equilibrio di piena occupazione.
In linea teorica tutto ciò è possibile. In pratica è più difficile e complicato, ma non è assolutamente impossibile. La sottoccupazione non è qualcosa che si para innanzi a noi come un’invalicabile muro di pietra. Non è immodificabile dal nostro pensiero e dalla nostra azione, come lo è invece la rotazione del nostro pianeta intorno al proprio asse. Realismo certamente. Tenendo presente però che molta parte del nostro mondo sociale è modificabile dal pensiero e dall’azione umana. Così come sono modificabili alcune categorie di verità, schemi mentali, istituzioni sociali, economiche e politiche quando subiscono l’azione corrosiva della decostruzione.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Luglio 2017 09:29
 

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Sudcritica Flash

==MARIO MARANGI, PER L'EXTRAVERGINE DI PUGLIA 'CREARE RETE' TRA I PRODUTTORI=Le ‪‎difficoltà‬ ma anche le grandi ‪opportunità‬ dei ‪‎produttori‬ ‪‎oleari‬ che puntano all'‪‎innovazione‬ e alla ‪‎qualità‬, in ‪Puglia‬ come a Modugno‬.
‪‎Investire‬ nell'‪olivicoltura‬ significa anche ‪valorizzare‬ il ‪territorio‬ e il tessuto‬ ‪sociale‬.
Ecco le ‪sfide‬ che affrontiamo noi ‪giovani‬ ‪‎imprenditori‬ ‎agricoli‬.
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Sudcritica Flash

=IL COMUNE DI MODUGNO ABBATTE IL 'MURO'. LO ACQUISTO' COME OPERA D'ARTE, LO DISTRUGGE COME BAGNO FATISCENTE=
di Francesca Di Ciaula.Il 2 febbraio scorso, in piazza Romita Vescovo, un tempo adibita a mercato del pesce, sono iniziati i lavori di demolizione della parete adiacente ai bagni pubblici.
La motivazione è presto detta: sicurezza e salvaguardia della pubblica incolumità, fatiscenza delle strutture. Il tutto per una spesa di 35 000,00 €.
La parete ricoperta di marmo nero, fu costruita a ridosso della chiesa seicentesca delle Monacelle in pieno centro storico, per nascondere un bagno pubblico, alla vista di chi sostava nella piazzetta. Una visione dai contrasti indicibili. Un monolite scuro e dietro la parete chiara dell'antica chiesetta. L'antico e il nuovo, maldestro tentativo di dare dignità al piastrellato che ha invaso il paese, eppure opera pubblica. La modernità imposta per capriccio o arbitrio, il marmo contro la pietra povera antica. Oggi ulteriore denaro pubblico è stato impiegato per distruggere quel manufatto a nessuno mai piaciuto per la sua manifesta volgarità.

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Sudcritica Flash

=ITALIA GIUSTA, IL COMUNE DI MODUGNO BLOCCHI LO 'SFRATTO' DELL’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO=
di Tina Luciano.

Il movimento Italia Giusta secondo la Costituzione sollecita il Commissario prefettizio a Modugno perché blocchi lo ‘sfratto’ dell’Istituto Nastro Azzurro fino a quando sarà pronta la nuova sede ad esso destinata, in locali comunali che oggi ospitano i Servizi sociali.Il Museo e le Associazioni combattentistiche raccolte nell’Istituto custodiscono oggi le poche tracce esistenti di una memoria collettiva di Modugno, perse le quali va definitivamente in frantumi l’identità dell’intera città.
Un luogo della memoria va protetto e tutelato: insistere nel volerlo ‘sfrattare’ ha il sapore iconoclasta della provocazione, del voler far apparire come insensibile al bene pubblico una pubblica amministrazione che deve invece avere a cuore unicamente le esigenze sociali.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CONSUMO DI SUOLO E COMUNITA' SENZA IDENTITA'. INCONTRO CON GIUSEPPE MILANO=
Il 23 gennaio 2015. Sono intervenuti Pasquale De Santis e Nicola Magrone."Contro il mostruoso consumo di suolo in tutta Italia, serve una mobilitazione dei cittadini, una coscientizzazione che ci faccia capire che la cementificazione costante ha un forte impatto sociale, significa alienazione, perdita di coesione della comunità, significa che non esiste più un'identità delle nostre città. Sentiamo spesso dire che si vuole 'costruire il futuro': ma lo si dice a vuoto, mentre si perpetuano questi atteggiamenti di noncuranza e di malapolitica. Costruire il futuro significa cominciare a far le cose per bene ogni giorno nelle nostre città. Quel che è successo a Modugno lo sapete voi, non ho titolo per parlarne ma parlano i fatti. Basta col dire che edilizia e urbanistica vanno visti come motore dello sviluppo, se poi sappiamo che servono per creare solo lo sviluppo di pochi... basta!"

Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[v.anche in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=SOVRANITA' NAZIONALE
MONETARIA
E DEBITO PUBBLICO=

Serafino Pulcini/
Mino Magrone

Monete-antiche-riportate-alla-luce-in-uno-scavo-archeologico


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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON GIUSEPPE DI CIAULA=
Il 9 gennaio 2015. Coordinamento, formazione, esercitazioni, sicurezza sono i cardini di una buona protezione civile.Fondamentale un piano dettagliato di intervento, con volontari professionali i quali - quando dovessero verificarsi emergenze - sanno che fare ma non usurpano i compiti dei professionisti. Partecipano il presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, Pasquale De Santis, e Francesca Di Ciaula, della segreteria del movimento.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON WILLIAM FORMICOLA=
Il 12 dicembre 2014, su ''Stato di salute del territorio italiano e ruolo della protezione civile''.Al centro dell'intervento, le azioni che gli amministratori devono compiere per prevenire, e per intervenire nel verificarsi di emergenze; gli effetti della mano dell'uomo sull'aggravamento dei rischi, i pericoli legati al consumo del territorio e al costruire senza regole. E' intervenuto il presidente di Italia Giusta, Pasquale De Santis.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[in Sudcritica Modugno]

=POLITICA E CONSENSO=

=LA POLITICA
DELLE LOCUSTE=

locuste-madagascar


se si vuole tentare
un recupero
delle regole
che tutelino tutti,

bisognerà scontentare
i gruppetti di interesse
che si concentrano come locuste
intorno al patrimonio pubblico

di  Tina Luciano
__________________

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CULTURA, SCUOLA E
TERRITORIO E LA 'NUOVA'
FIERA DEL CROCIFISSO
A MODUGNO=

seminario IG di ciaula longo lobaccaro

Per i Seminari di Italia Giusta
secondo la Costituzione,
incontro - il 21 novembre 2014 -
col musicista dei Radiodervish
Michele Lobaccaro
e con Francesca Di Ciaula
e Valentina Longo.
Su politiche culturali a
Modugno, sul successo
della 'nuova' Fiera
del
Crocifisso inaugurata
con l'amministrazione
Magrone
e sull'importanza
delle relazioni
tra scuola e territorio.

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=DISCUSSIONI=

=ECONOMIA E UE.
CI VORREBBE KEYNES
MA E' TROPPO
DI SINISTRA=

keynes-main-photo


Ilquadro
macroeconomico

dell’Europa
dovrebbe suggerire
la ripresa di politiche economiche
poggiate sulle argomentazioni
della cosiddetta sintesi postkeynesiana.
Invece, ciò è ancora molto lontano
dall’essere preso in considerazione
dalle istituzioni europee

di  Mino Magrone

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=LE SCELTE FISCALI DELLA GIUNTA MAGRONE PER PROTEGGERE I CETI MENO ABBIENTI=
Incontro con Dino Banchino.

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore al Bilancio dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Banchino ha parlato delle scelte fiscali fatte dalla giunta, tutte improntate all'art.53 della Costituzione italiana, per il quale il sistema tributario nel nostro Paese "è informato a criteri di progressività”.
Per questo, per il 2014 a Modugno non si è pagata la TASI, preferendo scaricare il peso maggiore della contribuzione dei cittadini sull'Irpef. Sono intervenuti Pasquale De Santis, presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, e Nicola Magrone.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA GIUNTA MAGRONE E L'AIUTO AI PIU' DEBOLI=
Incontro con Rosa Scardigno

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore ai servizi sociali dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Al centro dell'intervento dell'assessore, gli sforzi per ricostituire servizi disastrati (Ufficio di Piano, in primis), le necessità cui assolvere senza arbitrio, la descrizione di un lavoro interrotto a poco più di un anno dall'insediamento, quando avrebbe potuto dare aiuti più congrui.

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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
CON ITALIA GIUSTA
PER ROMPERE
L'AGGLOMERATO
DI POTERE=

logo italia giusta internet


Da queste parti
smuovere la stagnazione
di poteri è stato
un azzardo
ed una scelta
 coraggiosa.
E tuttavia la dimostrazione
che un movimento possa spezzare

un meccanismo consolidato
c'è stata.
[...] Che si possano tentare
scelte politiche limpide e nette,
l'esperienza amministrativa
modugnese ce lo insegna

di  Francesca Di Ciaula
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA NUOVA FIERA DEL CROCIFISSO=
Incontro con Tina Luciano -
"Queste sono le ragioni e le modalità della nuova configurazione della Fiera del Crocifisso......da un lato riannodare i fili con il centro della città, dall’altro garantire la sicurezza in un sito che, oltre ad essere isolato non garantiva nemmeno l’incolumità dei visitatori".

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=I LUOGHI=

=BORGO TACCONE.
STORIA PICCOLA
DEL SUD=

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Borgo Taccone
è questo luogo
dell'assenza,
una storia mancata
di insediamenti rurali.
Eppure non riesci
ad individuare la parola fine
a questa storia.
Il borgo intero sembra piuttosto
un racconto interrotto.

di  Francesca Di Ciaula
______________

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=DISCUSSIONI=

=IL MATTONE DI CALVINO.
60 ANNI DOPO=

Credits-LaPresse h partb


“Un sovrapporsi
geometrico di parallelepipedi
e poliedri, spigoli e lati di case,
di qua e di là, tetti, finestre,
muri ciechi per servitù contigue
con solo i finestrini smerigliati
dei gabinetti uno sopra l’altro”.

di  Nicola Sacco
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=DISCUSSIONI=

=CRISI. PER SALVARE
L'EUROPA BASTEREBBE
SVEGLIARE IL GIGANTE=

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Una modesta
frazione

di questo gigante finanziario
narcotizzato e costretto
a stare improduttivo può,
purché l’Europa e la Germania
lo vogliano, finanziare opere
e interventi comuni di sviluppo
e crescita dell’occupazione
di lavoratori in Italia ed in Europa

di  Mino Magrone
______________

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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
LA DIGNITA' POSSIBILE=

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Questo, il sindaco
di Modugno,
Nicola Magrone,
ha insegnato nel primo anno
di amministrazione a chi
ha voluto comprendere:
a essere chiari,
a pronunciare il nome delle cose
senza timore, pubblicamente,
non in cenacoli all’ombra
di qualche interesse
che non fosse quello
di tutti i cittadini.

di  Francesca Di Ciaula

____________________

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=DISCUSSIONI=

=TAMARO, IL GRANDE NEMICO
E' IL NIENTE. O LO E'
PIUTTOSTO IL NICHILISMO?=

rotoletti010


L'angoscia e il disagio
non sono soltanto
sentimenti dei giovani,
sono invece
di noi tutti
in quanto mortali
destinati a finire,
al niente

di  Mino Magrone

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Sudcritica Modugno

=GUASTO A PASSAGGIO A LIVELLO MODUGNO. IL SINDACO, SITUAZIONE ASSURDA CHE SI RIPETE= 5 aprile 2014 - Dice Nicola Magrone: "Prendero' le opportune iniziative per l'attuazione puntuale di intese precise sui compiti i di Fal e Rete Ferroviaria Italiana. Quello che serve e' scongiurare ulteriori situazioni di grave pericolo".[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=“La grande bellezza”?=

la grande bellezza


Finché continua
l’umana avventura
in questa valle,
ci sarà scienza, arte,
religione
e l’apocalisse del pensiero
lasciamola ai meno dotati.
Non ci riguarda.

di  Pippo De Liso

_______________

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=DISCUSSIONI=

=JOBS ACT, LAVORO

SENZA DIRITTI

E SENZA DIFESE=

CGIL crisi

 
l’Europa solidifica
interessi preminenti
anche sottraendo
ai Paesi
a sovranità nazionale
le tradizioni politiche
e i documenti storici d’identità.
L’Italia è in prima fila con la cessione
della Costituzione e la fiammata
di follia collettiva del cambiamento
a tutti i costi, soprattutto in peggio

di  Pippo De Liso

_______________

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=DISCUSSIONI=

=Per far ripartire l'Italia

non serve stravolgere

la Costituzione=

costituzione

Proposta, da parte di un attivista

di Italia Giusta, di una piccola

guida pratica, aperta a suggerimenti,

per orientarsi tra i temi

di stretta attualità politica

di  Nicola Sacco

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Sudcritica Modugno

=RACCOLTA DIFFERENZIATA A MODUGNO, SUDCRITICA INTERVISTA L'ASSESSORE = 17 marzo 2014 - Puoi seguire l'intervista anche alla pagina di Sudcritica Modugno.Tra breve, finalmente, anche a Modugno (e per l'intero Aro del quale Modugno è capofila) ci sarà un bando di gara per una vera raccolta differenziata. Con l'aiuto e la collaborazione di tutti i cittadini dovrà portare al traguardo 'rifiuti zero'. L'assessore comunale Tina Luciano spiega a Sudcritica come accadrà.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

=DISCUSSIONI=

Larroganza

della Rai

In nessun altro

Paese europeo

si assiste al pagamento

di un canone obbligatorio

a fronte di una pubblicità

invadente e accentratrice

di  Pippo De Liso

_______________

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=DISCUSSIONI=

Il documento

alternativo

"Il sindacato

è un'altra cosa"

per il XVII Congresso

della Cgil

 

di  Pippo De Liso

__________________

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=DISCUSSIONI=

Una sinistra

nata piccolo-borghese

 

di  Franco Schettini

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a mio avviso il nostro “marxismo” altro non è stato che riformismo piccolo borghese, nemmeno socialdemocratico

Il 15 giugno del 1975 Pasolini scriveva, dopo le effimere vittorie delle sinistre, che “l’Italia è nel suo insieme ormai un Paese spoliticizzato, un corpo morto i cui riflessi non sono che meccanici. L’Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione”.

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Contro la violenza sulle donne

MAGRONE, PALMINA E LE SUE PAROLE HANNO CAMBIATO LA MIA VITA
Casacalenda, 16 novembre 2013 - intervista di Maurizio Cavaliere. Magrone ricorda il giorno in cui palmina martinelli gli parlò in punto di morte, rivelandogli i nomi dei suoi aguzzini. La 14enne di fasano morì data alle fiamme nel novembre 1981, si era rifiutata di prostituirsi.

=LA VIOLENZA ESIBITA=

di Francesca Di Ciaula

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violenza2 [ Leggi tutto]  

DON TONINO BELLO - LA COSCIENZA E IL POTERE

IL POTERE, LA LEGGE, LA COSCIENZA
Don Tonino Bello ricordato dal sindaco di Modugno, Nicola Magrone, a Mola di Bari, il 16 ottobre 2013, con l'assessore regionale Guglielmo Minervini e don Gianni De Robertis.La speranza nel patto tra deboli, se non per rovesciare il potere almeno per attenuarne l'abuso. Tornare alle origini di don Tonino Bello è tornare alle origini del nostro popolo, cioè la Costituzione. Secondo il sindaco di Modugno, oggi la costituzione non deve essere modificata.

cronache dall'interno

=IL SINDACO DI MODUGNO NICOLA MAGRONE E LA SUA GIUNTA INCONTRANO I CITTADINI=
26 settembre 2013 - Filmato integrale dell'incontroPer la prima volta nella vita amministrativa di Modugno, l’amministrazione parla con i cittadini in un incontro pubblico.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

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