| =TAMARO, IL GRANDE NEMICO E' IL NIENTE. O LO E' PIUTTOSTO IL NICHILISMO?= |
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| Scritto da Redazione |
| Sabato 31 Maggio 2014 13:15 |
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”L'angoscia e il disagio non sono soltanto sentimenti dei giovani, sono invece di noi tutti in quanto mortali destinati a finire, al niente. [...] L’angoscia del niente, del precipitare nell’annientamento della morte, della fine assoluta, da quando il pensiero ontologico ha mostrato l’oscillare delle cose tra l’essere e il nulla è sempre esistita costituendo il sottofondo costante e l’affezione più profonda dell’anima umana.
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di Mino Magrone ________________ L’8 maggio scorso si è svolta la cerimonia di apertura del Salone del libro. Susanna Tamaro ha tenuto il discorso di apertura dell’evento torinese. Da quel discorso credo che valga veramente la pena di trascrivere qui per Sudcritica alcune brevi proposizioni a mio parere molto dense di decisivi significati e chiavi interpretative del mondo in cui viviamo. Eccole: “oggi non esiste più il sistema contro cui ribellarsi, non c’è più l’oppressione di una famiglia da combattere. Il grande nemico è il niente. Un niente confortevole, dalle sembianze falsamente amichevoli, un niente che vuole il tuo bene, senza dirti mai davvero che cos’è il bene”. La scrittrice sta parlando del disagio dei giovani i quali si trovano al cospetto del niente dopo la fine delle ideologie, dei sistemi culturali Alla raffinatissima Susanna Tamaro chiedo: ma la famiglia, il sistema, le ideologie che sono andate via, sfumate nel niente, quando c’erano colmavano il vuoto angosciante del niente? O anche quando c’erano più che il vero riempimento del niente erano un “rimedio” falsamente amichevole ed illusorio? L’angoscia ed il disagio, non sono soltanto sentimenti dei giovani, sono invece di noi tutti in quanto mortali destinati a finire, al niente. Per tutti e da sempre “il grande nemico è il niente”. Inteso non riduttivamente come mancanza di qualcosa (ideologica, famiglia da avversare, sistema da combattere) ma visto e colto nella sua assoluta negatività, come cioè ni-ente radicalmente contrapposto all’essere. L’angoscia del niente, del precipitare nell’annientamento della morte, della fine assoluta, da quando il pensiero ontologico ha mostrato l’oscillare delle cose tra l’essere e il nulla è sempre esistita costituendo il sottofondo costante e l’affezione più profonda dell’anima umana. Sono venuti i “rimedi” all’angoscia che nel corso della storia umana hanno tentato di rendere più tollerabile il nulla nel quale tutti siamo destinati a finire.
La Tamaro, con la consueta delicatezza e sottigliezza del suo scrivere, affronta l’incidenza del senso del nulla sulla violenza degli uomini sulle donne, delle donne e degli uomini sui piccoli e dei suicidi di uomini e donne. Certo, se la convinzione comune è quella secondo cui se si uccide un essere umano quest’essere diventa quel radicalmente altro da sé che è il . |
| Ultimo aggiornamento Sabato 31 Maggio 2014 22:48 |