| =DI SILONE, A MODUGNO: NICOLA MAGRONE E PAOLO PANARO= |
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| Scritto da Redazione |
| Domenica 15 Dicembre 2013 23:14 |
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. “Quello che mi interessa sono i rapporti con le cose, i rapporti in cui le cose si rivelano e con le quali si tengono e formano il mondo”
Silone nella sua opera indica una responsabilità senza alibi. “Il bisogno di verità e di sincerità che mi ha allontanato dalla politica dei partiti è l'impulso principale che mi sostiene nel lavoro letterario. Non solo non ho voluto ritrattare niente del mio non conformismo politico precedente, ma credo di averlo approfondito molto, di avergli dato un contenuto che lo rende inconciliabile e irriducibile a tutti i compromessi”. In Uscita di sicurezza, Silone ripercorre le tappe della sua militanza politica, a partire dagli avvenimenti che ne qualificarono la sostanza. Una serie di fatti che stigmatizzano, senza speranza, il destino che riserva sistematicamente l’ingiustizia ai deboli e il diritto all’impunità ai ricchi. Silone racconta delle sue “uscite di sicurezza”, dall’incontro con Don Orione all’avventura che lo vede “Preferisco chiamare gatto un gatto, cane un cane, radice una radice. Quello che mi interessa sono i rapporti con le cose, i rapporti in cui le cose si rivelano e con le quali si tengono e formano il mondo. […] Amo questo mondo per l'odio che provo per l'altro, quello che è equivoco, confuso, retorico, parassitario, mondo di parata e di apparenza, mondo di valori falsi, che vive di monete false. Il mio lavoro contiene prima un giudizio, poi una spiegazione, infine una rappresentazione. […] La propaganda non è un mio scrupolo”. sudcritica |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Dicembre 2013 00:14 |