REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100. IL GOVERNO ALLA PROVA Stampa
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Scritto da Redazione   
Sabato 26 Gennaio 2019 09:06

 

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 La carica
dei senza reddito

Molti critici della manovra del Governo hanno posto l’accento sul fatto che la legge di bilancio incrementa soltanto e semplicemente le “spese correnti” e non quelle in conto capitale. Ciò sottintende il fatto che l’aumento della spesa in consumi (spesa corrente in salari e in stipendi) sia del tutto ininfluente ai fini della crescita economica risolvendosi in una mera operazione di assistenzialismo improduttivo. Ma è proprio così?

 di Mino Magrone

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Dopo un drammatico iter parlamentare che ha messo a dura prova e a rischio la tenuta democratica delle nostre istituzioni, finalmente il Governo, in un Consiglio dei ministri lampo, ha varato i decreti attuativi dei due provvedimenti più significativi della legge di bilancio per l’anno 2019.

Non è facile esprimere un giudizio sereno e obiettivo sul “reddito di cittadinanza” e la “quota 100” delle pensioni anticipate. Non aiutano molto in tal senso i numerosi commenti dei giornali e delle televisioni. Per lo più sono prese di posizione per schieramenti. Con poca luce di disinteressata ricerca non ideologica.

Noi di Sudcritica forse non facciamo eccezione e siamo, cioè, anche noi nel coro molto sonoro degli opposti schieramenti. Però, noi non abbiamo lobbligo, come avviene per molti, di difendereCORO - images comunque il Governo né sentiamo il dovere di parte di ingrossare il coro delle opposizioni. Possiamo essere molto più veri e obiettivi di tanti altri.

Uno dei temi fondamentali della economia contemporanea è rappresentato dall’attenzione volta molto di più alla “domanda globale” che al versante della produzione, all’offerta produttiva. Questo, perché la domanda globale (consumi più investimenti) determina il livello dell’attività economica e, pertanto, il livello del reddito nazionale e dell’occupazione dei lavoratori.

Questa premessa chiarisce l’importanza della crescita della domanda di beni di consumo e di investimento allo scopo di spingere in su il reddito (il Pil) e l’occupazione.

Molti critici della manovra del Governo hanno posto l’accento sul fatto che la legge di bilancio incrementa soltanto e semplicemente le “spese correnti” e non quelle in conto capitale.

reddito cittadinanzaCiò sottintende il fatto che l’aumento della spesa in consumi (spesa corrente in salari e in stipendi) sia del tutto ininfluente ai fini della crescita economica risolvendosi in una mera operazione di assistenzialismo improduttivo (la metafora dei disoccupati che intascano il reddito di cittadinanza e restano comodamente sdraiati sui propri divani).

Il nostro Istituto nazionale di statistica l’ha più volte certificato. In Italia ci sono oltre cinque milioni di poveri assoluti. Sono senza reddito e, perciò, espulsi dal contesto sociale. Sono popolazione senza alcuna rilevanza ai fini produttivi. Sono senza domanda!

Ma la domanda ha un ruolo decisivo nel fenomeno della crescita economica.

Il reddito nazionale (Y) è uguale a C + I + G + En. E, cioè, uguale ai consumi più gli investimenti più la spesa pubblica più le esportazioni nette. Il reddito prodotto deve essere cioè riacquistato interamente dalla domanda globale. Se nell’equazione

Y = C + I + G + En

C subisce un incremento per il reddito (circa 7 miliardi di euro) distribuito ai disoccupati e ai poveri, perché l’identità sia ancora soddisfatta è necessario che Y (il reddito nazionale) subisca anch’esso un incremento. La domanda globale accresciuta per effetto dei redditi aggiuntivi dati ai disoccupati e ai poveri può ora riacquistare un volume maggiore di reddito nazionale (Y). Può, cioè, far crescere il Pil e ridurre la disoccupazione.

In altri termini si può dire la stessa cosa: la spesa deve essere tale da comprare o riacquistare tutto il reddito prodotto: Y = spesa. Se nel contesto della spesa totale un suo componente (C – i consumi) subisce un incremento, perché l’uguaglianza Y= spesa sia ancora possibile è necessario che C spinga in su il reddito nazionale e l’occupazione, mettendo altresì, in moto la fase espansiva, crescente, del ciclo economico.

Vedremo che cosa accadrà nella realtà. Oggi sono in tanti coloro i quali, sentendo la Tv e leggendo i giornali e le notizie in rete, si sono fatti la convinzione che l’economia politica sia una scienza esatta. Non è così. Perciò, il pericolo di errore è sempre presente.

Ma anche la ricerca della verità non desiste.

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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Gennaio 2019 10:19
 
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