| =OM, LO STABILIMENTO AL COMUNE DI MODUGNO. MAGRONE LO AVEVA PROPOSTO 18 MESI FA. PERCHE' SI E' ATTESO TANTO?= |
|
| Scritto da Redazione |
| Venerdì 13 Marzo 2015 18:07 |
|
COME MAI COME MAI.... Sì, si chiama così, questo pezzo sulla firma del protocollo d'intesa per il passaggio dello stabilimento Om dal gruppo tedesco Kion al Comune di Modugno. Ci sembra giusto si chiami così, perché - come per tante storie recenti di aziende abbandonate e di lavoratori lasciati per strada, pur trattandosi di aziende e operai di eccellenza - questa vicenda ci sembra sia perfetta per un vecchio slogan che sanno completare solo quelli che si ricordano che cosa avremmo voluto che fosse la sinistra.
di Sudcritica
_______________________
OM PASSA AL COMUNE DI MODUGNO. ORA, QUANTI MESI ANCORA BISOGNERA’ ATTENDERE PERCHE' PER LA REINDUSTRIALIZZAZIONE
Alla Regione Puglia, è stato firmato un protocollo d’intesa per trasferire al Comune di Modugno il ‘Compendio Immobiliare ex OM Carrelli Elevatori’. Il protocollo è sottoscritto da Regione, Città Metropolitana, Comune di Bari, Comune di Modugno, consorzio ASI e società Still/Kion Group. Om Carrelli Elevatori è stata chiusa da Kion circa tre anni fa per delocalizzare e i suoi 230 lavoratori sono rimasti per strada.
La dichiarazione del sindaco di Modugno alla Regione venne tra l’altro fatta in relazione a quanto aveva detto il manager della Om Still del gruppo tedesco Kion, Michele De Vietro: “Se qualcuno vuole l’azienda - aveva detto De Vietro, parlando con i giornalisti - siamo disposti a darla anche domattina. Se la Regione Puglia ci chiede a titolo gratuito lo stabilimento, noi domani lo diamo’’. Era allora in corso un terribile braccio di ferro anche perché l’azienda voleva a tutti i costi riprendersi i carrelli già prodotti, per un valore dichiarato di 12 milioni di euro, e custoditi nella fabbrica presidiata da mesi dai lavoratori. “A proposito dei carrelli, essendosi convenuta nella riunione una sorta di tregua fino al 30 luglio, non sarebbe male che la Om/Kion - disse Magrone, sempre in quella riunione alla Regione Puglia - decidesse di lasciare dove sono i carrelli e di lasciarli ai lavoratori che ne sono pure loro proprietari: un significativo gruzzolo per navigare Proposte ragionevoli - quella della cessione dello stabilimento e quella che le istituzioni trattassero con Kion sui carrelli - che, tuttavia, la Regione Puglia non si preoccupò di ascoltare, preferendo andar dietro alle vaghe promesse di Kion sul fatto che non avrebbe denunciato gli operai in presidio dinanzi allo stabilimento (promesse non mantenute) e sul fatto che tramite le aziende di ‘scouting’ avrebbe trovato un’azienda pronta a intervenire nella reindustrializzazione. Il fatto è che Kion pretendeva, e ha preteso sin da quando si sono fatte avanti le prime aziende interessate, di decidere chi avrebbe dovuto rilevare lo stabilimento industriale pugliese di Om: pretesa che ha contribuito a far fallire quasi tutti i tentativi di reindustrializzazione dell’azienda. A un luglio di fuoco seguì un agosto d’inferno: gli operai sempre in presidio dinanzi allo stabilimento, anche con le loro famiglie, ottennero in quei giorni la sola solidarietà di Nicola Magrone, che passò Ferragosto con loro, mentre tutti i politici, quelli che di solito arrivavano con molte macchine di scorta, erano meritatamente in ferie. Nel giugno 2014, dieci mesi dopo aver proposto che lo stabilimento venisse ceduto gratuitamente al Comune di Modugno, Magrone propose all’assessore regionale al lavoro una ipotesi di reindustrializzazione che aveva messo a punto con la sua giunta, con sopralluoghi e con ripetuti contatti con una azienda pugliese di rilevanza internazionale e lanciatissima sul mercato nonostante i tempi di crisi. D'altro canto, socio dell'azidnda è un imprenditore tra i più affermati nel mondo: nel settembre 2012, proprio lui aveva lamentato che i precedenti amministratori di Modugno avevano lasciato a lungo inevasa una sua richiesta di ampliare la propria presenza nell’area industriale di Modugno: alla fine, l'imprenditore aveva desistito ed era poi andato ad aprire a M L’assessore regionale a giugno 2014 incontra Kion a Roma al ministero dell’economia: pur avendo in tasca l’ipotesi formulata da Magrone, già in fase avanzata di discussione, torna con la proposta di un’azienda piemontese, la Metec, satellite Fiat, ancora una volta scelta da una delle imprese di ‘scouting’. Metec promette di riassumere tutti gli operai (alla modica cifra di due milioni di euro attinti dagli ‘incentivi all’uscita’ dati da Kion agli operai) e di presentare per settembre 2014 un piano industriale, ma le date slittano. Tra ottobre e novembre si apprende che Metec è tra le imprese interessate a rilevare l’ex Fiat di Termini Imerese. Il 23 dicembre, Metec - che ha un bilancio 2013 con un debito di 205, 17 milioni - stipula un accordo al ministero dello sviluppo economico per rilevare Termini Imerese, accordo che sblocca da parte di Stato e Regione Sicilia 300 milioni di euro per l’acquirente. Di fatto, i rapporti tra ex Fiat e Metec, gruppo attivo nella componentistica per auto che fa capo all'imprenditore Roberto Ginatta sono forti. Metec, infatti, ha Fiat come Si può dire che sembra un’operazione con la quale Marchionne si riprende Termini Imerese con i soldi pubblici (300 milioni di euro)? Non so se si può dire, ma così sembra. Ad ogni modo, perduta per sempre Metec tra i soliti suoni di fanfare renziane (per aver ancora una volta favorito il suo amico Marchionne), per i lavoratori Om torna il solito buio. L’8 gennaio 2015 nuovo routinario incontro a Roma (“Alla riunione erano presenti il Dott. Gianpiero Castano e la Dott.ssa Silvia Bellato del Ministero dello Sviluppo Economico, l’Assessore al Lavoro Leo Caroli e il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna per la Regione Puglia, il Sindaco del Comune di Bari Antonio Decaro, il Dott. Michele De Vietro della OM e le Organizzazioni Sindacali e RSU FIM, FIOM e UILM”), con la solita routinaria promessa (“Il Mise lavorerà con la Regione sulle manifestazioni di interesse che già esistono e che saranno presentate”). Una sola buona notizia per i lavoratori: il fatto c Nessuna notizia di aziende interessate, nessuna ripresa di contatti con aziende che furono interessate, nulla. Oggi, firma del Protocollo d’intesa “per l’avvio di un’ipotesi di riconversione funzionale e occupazionale del Compendio Immobiliare ex OM Carrelli Elevatori di Modugno (Ba). Il protocollo è sottoscritto da Regione, Città Metropolitana, Comune di Bari, Comune di Modugno, consorzio ASI e società Still/Kion Group”. La definizione dell'intesa è pomposa ('avvio di un’ipotesi di riconversione funzionale e occupazionale del Compendio Immobiliare ex OM Carrelli Elevatori di Modugno'), ma non significa la soluzione per i lavoratori di OM: significa che lo stabilimento passa al Comune di Modugno. Ma oggi, a causa di uno scioglimento del consiglio comunale di
Ora l’intesa per Om al comune di Modugno è stata firmata: quanti altri mesi bisognerà attendere per una azione operativa anche a proposito della reindustrializzazione? Perché per la reindustrializzazione non si prova a perseguire l'ipotesi indicata da Magrone (o perlomeno a verificare se è tuttora praticabile)? . |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2015 13:01 |