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=TEORIA E CULTURA POLITICA, UN SAGGIO DI NICOLA MAGRONE EDITO NEGLI ANNI SESSANTA= PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 28 Novembre 2020 12:55

 

Stop-Consumo-di-Suolo-1 

 

DA CONSUMATORI SOVRANI
A CITTADINI

 di Mino Magrone

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Ritengo che sia opportuna l’iniziativa della rivista “Sudcritica” di pubblicare il saggio-recensione di Nicola Magrone dal titolo, molto interessante, Il Consumatore sovrano - Tramonto di un mito. L’attualità del tema è evidente, il suo posto - centrale nel dibattito culturale e politico - altrettanto chiaro.

Benché nell’originale copia a stampa non sia indicato l’anno preciso del saggio-recensione di Magrone, esso risale alla fine degli Anni Sessanta.

Magrone prende lo spunto per lo sviluppo delle sue riflessioni dal libro dell’economista russo/statunitense Paul A. Baran intitolato Surplus economico effettivo e potenziale. Da qui, Nicola Magrone avvia tutto un articolato discorso sulla funzione del consumatore nelle nostre economie e assimila, e quasi sovrappone, la funzione solo apparentemente “sovrana” del consumatore alla figura dostoevskijiana dell’uomo del sottosuolo. Assimilazione, secondo me, molto problematica perché, se da un lato l’uomo del sottosuolo è irrazionale e “vomita sulla ragione”, dall’altro il consumatore è sovrano perché con le sue decisioni di spesa iperrazionali determina la migliore, astratta e perfetta formazione dei prezzi, che sono la guida sicura di ogni scelta razionale.

L’uomo del sottosuolo non è morto e gli sviluppi disastrosamente consumistici delle nostre società lo dimostrano largamente. Ma, a ben vedere, forse Magrone credeva nella morte dell’uomo del sottosuolo e, quindi, del consumatore sovrano alla luce precorritrice di un rivolgimento sociale ed economico che in molti allora ritenevano possibile e quasi imminente.

Infine, è centrale in Magrone il discorso sui temi cari all’economista Baran.

Anche qui Magrone non poteva allora dire che in Baran molti argomenti si sposano con quelli di Keynes (Baran economista marxista, Keynes economista fortemente critico del laissez-faire liberista, ma non marxista). Non tanto sulla differenza che passa tra surplus economico effettivo e potenziale ma sulla definizione che Baran dà del surplus effettivo.

Quando Baran definisce che cosa è il surplus effettivo afferma che è “la differenza tra la produzione effettiva corrente e il consumo corrente della società”. Cioè, Baran dice che, indipendentemente dalla incapacità della nostra economia di raggiungere il livello di surplus economico potenziale (piena occupazione di tutte le risorse produttive), già al livello del surplus effettivo appare chiaro che il sistema è in crisi strutturale, perché il consumo effettivo del reddito prodotto non è in grado di riacquistarlo totalmente. E’ il cosiddetto divario di domanda causato dall’eccesso di risparmio che non può trovare impieghi. E qui siamo nel cuore dell’analisi keynesiana che tanto influenzò la rivoluzionaria e nuova politica economica del New Deal rooselvetiana. E non solo.

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il consumatore sovranoIl Consumatore sovrano:

tramonto
di un mito

La crisi, obbiettiva e artificiosa insieme, in cui si dibatte la nostra economia ripropone all’attenzione non solo degli studiosi di economia ma di tutti i lavoratori il problema fondamentale della razionalità o meno del nostro sistema economico e della capacità sua di svilupparsi sempre più, organicamente e razionalmente. Si può dire paradossalmente che grazie alle difficoltà attuali della nostra economia, i problemi economici vanno perdendo poco a poco la quasi assoluta impenetrabilità che li ha sempre contraddistinti. Non che la discussione sui temi di fondo del momento storico in cui viviamo sia solo ora impostata ed affrontata; si vuol dire invece che ora, come in tutti i momenti di crisi, quei problemi sono sentiti e sofferti dalla generalità degli uomini, chiamati direttamente e brutalmente in causa. Non c’è da meravigliarsi pertanto se, dopo l’iniziale inevitabile confusione di idee, i lavoratori cerchino sempre più affannosamente la spiegazione di fondo della crisi, anzi di tutte le crisi, che periodicamente si abbattono su di loro, sulle 1oro famiglie, sul loro lavoro; e si chiedano soprattutto se l’attuale sistema economico sia in grado di utilizzare al massimo, senza sprechi e contrattempi, la potenziale capacità produttiva del paese.

Nei periodi di espansione e di benessere ognuno di noi certat de lucro captando; è comprensibile il motivo per cui in tali momenti l’interesse dei lavoratori e la loro partecipazione ai problemi dell’economia non assuma toni vivissimi, tanto meno drammatici, disabituati come sono i lavoratori all’idea e alla pratica dell’amministrazione di patrimoni e capitali e ripercuotendosi il conseguimento di maggiori guadagni da parte di quei professionisti del profitto che sono gli imprenditori con lentezza e mai proporzionalmente nel mondo del lavoro. Quando le cose vanno a rotoli si combatte de damno vitando, e si sa come purtroppo colpiscano la fantasia e il modesto portafoglio dei lavoratori l’allarmante costatazione dell’aumento del costo della vita o della svalutazione della moneta, il blocco dei salari, i licenziamenti, portatori di lacrime e sofferenze, più che il dubbio o la certezza di guadagni ingenti o colossali dei datori di lavoro nei momenti di euforia, di entusiasmo e di fiducia nel destino dell’economia del paese.

Le contingenti vicende della nostra economia impongono ancora una volta a coloro che nello studio dei problemi economici tengono costantemente d’occhio il mondo del lavoro, di riaffermare l’irrazionalità e contraddittorietà del sistema capitalistico di produzione, fondato sul materialismo più volgare e propagandato con l’ausilio di grandi ed ingannevoli illusioni di libertà.

SURPLUS ECONOMICO EFFETTIVO E POTENZIALE

Si può ormai con relativa tranquillità affermare che il capitalismo provoca lo spreco e la distruzione di infinite possibilità e capacità di produzione; non vuole né può utilizzare sufficientemente tutte le risorse produttive di cui dispone: non vuole, perché più che dalla ragione esso è guidato dalla volontà di sempre maggiori profitti; non può, data la pluralità e contraddittorietà dei centri di decisione e di potere.

Possiamo esprimere i concetti appena esposti affermando che il sistema di produzione capitalistico non consente la realizzazione del surplus economico potenziale. Il concetto di surplus potenziale è in relazione ovviamente con quello di surplus effettivo: intendiamo per surplus effettivo la “differenza tra la produzione effettiva corrente e il consumo effettivo corrente della società” (Paul A. Baran), in altri termini, il risparmio; intendiamo per surplus potenziale la “differenza tra il prodotto che si potrebbe ottenere in un dato ambiente naturale e tecnologico con l’ausilio delle risorse produttive impiegabili, e ciò che si potrebbe considerare come consumo indispensabile” (Baran).

Il difetto strutturale del capitalismo sta proprio nella incapacità sua di consentire la realizzazione del surplus potenziale. Difetto inevitabile. L’analisi dei motivi che impediscono in economia capitalistica l’utilizzazione totale della capacità produttiva di un Paese, è quanto di più interessante e attuale.

I LAVORATORI IMPRODUTTIVI

Importante tra questi motivi è l’esistenza di numerose categorie di lavoratori improduttivi. La definizione di lavoratore improduttivo non implica, naturalmente, una valutazione morale. Qui non si parla di improduttività del lavoratore come di una sua presunta colpa o di un suo volontario modo di essere. Improduttivi molti lavoratori sono nella società presente perché essi, senza colpa alcuna, rappresentano fattori di produzione utili solo ai fini che la società capitalistica e solo essa si prefigge; inutili, quindi improduttivi, ai fini di una società costruita e governata secondo ragione. La scienza economica borghese non può certamente ammettere una distinzione tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo.

Essa guarda al mercato: tutto ciò che ha un prezzo sul mercato è utile, poco importa se una diversa organizzazione della società razionale e non caotica potrebbe far cadere nel nulla quella utilità o produttività per definizione. Pensiamo ai lavoratori impiegati nella produzione di articoli di lusso o di armamenti; pensiamo a gran parte dei funzionari statali, agli ecclesiastici, agli avvocati (almeno per quanto riguarda, come osserva Schumpeter, la loro attività nella lotta tra le aziende e lo stato), ai consulenti in evasioni fiscali, agli agenti pubblicitari, ai mediatori, ai mercanti, agli speculatori. Lavoratori che rivelano subito la futilità di notevoli aspetti della propria funzione sol che ci si ponga a valutarli dal punto di vista di una società razionale.

LA DISOCCUPAZIONE E LA SOTTOCCUPAZIONE

La disoccupazione di ingenti risorse umane e materiali è un altro grave ostacolo alla realizzazione del surplus economico potenziale. Qui non interessa tanto l’individuazione delle cause di tale disoccupazione, quanto la constatazione della rilevante quantità di prodotto perduto per l’immobilizzazione di masse di lavoratori. E nemmeno è necessario riferirsi esclusivamente al periodo di depressione del ciclo economico, quando ci si trova davvero in quella situazione apparentemente paradossale di miseria nell’abbondanza. Ché sempre, anche nei momenti più floridi, v’è una rilevante massa di lavoratori disoccupati o sottoccupati. “Ipotizzando una popolazione lavorativa identica a quella del 1929 - afferma Lubin - si osserverà che il numero complessivo degli anni-uomo perduti a causa della disoccupazione nel periodo che va dal 1930 al 1938 ammonta complessivamente a 43.435.000”. La mobilitazione bellica, precisa Baran, ha dimostrato chiaramente l’esistenza di un surplus potenziale; durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti impiegarono ben dodici milioni di persone senza compromettere con ciò la produzione di armi, anzi aumentando il consumo del resto della popolazione, e sovvenzionando addirittura gli alleati di armi e generi alimentari. “L’intera guerra - la guerra più grande e più costosa della storia - fu sostenuta dagli Stati Uniti con la mobilitazione di una parte del loro surplus economico potenziale”. Surplus che naturalmente prima e dopo la guerra rimase irrealizzato e irrealizzabile: “nessuno può calcolare i vantaggi che la società avrebbe potuto realizzare se l’energia, la capacità di lavoro, il genio creativo di milioni di disoccupati fossero stati utilizzati per scopi produttivi” (Baran).

Al fenomeno della disoccupazione va collegato quello più allarmante della sottoccupazione: si può dire anzi che ai nostri giorni quest’ultima è la vera triste e sconcertante piaga del nostro Paese. Non è difficile immaginare a quale spreco di energie e di intelligenze tutto ciò porti, perché ognuno di noi ha sotto gli occhi lo spettacolo degradante di titoli accademici e professionali inutilizzati e inutilizzabili.

SPERPERO E IRRAZIONALITA’ DELLA ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA

Questo aspetto, comunque, del problema si inquadra probabilmente nella più generale constatazione dello sperpero e della irrazionalità dell’organizzazione produttiva, che costituisce il terzo grave ostacolo alla realizzazione del surplus economico potenziale. Pensiamo, per semplificare le cose, alle infinite imprese, piccole e pericolanti, la cui esistenza impedisce il raggiungimento di rilevanti economie di dimensione: una miriade di prodotti, tutti sostanzialmente uguali, invadono il mercato differenziati solo da un’etichetta, da un   marchio, da un particolare tipo di confezione. “Sia che guardiamo alle automobili e agli altri beni durevoli di consumo, come frigoriferi, stufe, elettrodomestici e simili, sia che pensiamo   a   prodotti come saponi, dentifrici, stoffe, scarpe o generi alimentari, è indubbio che la standardizzazione e la produzione in serie potrebbero notevolmente abbassare il loro costo unitario di produzione” (Baran).

Accanto alle piccole imprese, vi sono i grossi monopoli, in posizione di privilegio e predominio; insensibili alle leggi del mercato; disinteressati alla riduzione massima dei costi e al miglioramento continuo aziendale; diretti da gente retribuita con cifre astronomiche indi­ pendenti da una loro effettiva e fruttuosa partecipazione alla produzione. Pensiamo inoltre alla strumentalizzazione della ricerca scientifica operata dalle grandi imprese. L’ingegno e la cultura di scienziati di valore indiscusso vengono mortificati dal controllo asfissiante di imprese le quali più che all’effettivo progresso della scienza guardano costantemente ed infaticabilmente a quello che può ben dirsi la stella polare del sistema capitalistico: il profitto. “Talune indagini hanno rilevato che quando la Du Pont era riuscita a preparare un pigmento capace di essere impiegato e nell’industria delle vernici e in quella tessile, il direttore di uno dei suoi laboratori di ricerca scriveva che bisognava lavorare per scoprire una sostanza contaminante che rendesse i colori Monastra inutilizzabili per l’industria tessile, senza privarli delle qualità utili per l’industria delle vernici. Conosciamo gli sforzi fatti da Rohm e Hass per scoprire una sostanza capace di rendere il metil-metacrilato utilizzabile commercialmente come mastice, ma inutilizzabile per gli usi odontoiatrici. Conosciamo gli sforzi eroici compiuti dai laboratori di ricerca della General Electric per abbreviare la durata delle batterie delle lampade tascabili, ecc” (W. Adams).

Non estraneo a questo fenomeno è l’asservimento quasi totale dei cosiddetti letterati al prepotere dei grandi complessi industriali: fama, onori, premi, stipendi, dipendono più dal benvolere di mecenati ignoranti che dal valore effettivo delle opere; sappiamo l’utilità fondamentale dell’arte per la società, quando essa sia mezzo e causa di riflessioni critiche sulla condizione umana, onde possiamo comprendere quanto la società perde per l’ottuso asservimento delle menti migliori al volere capriccioso e materialistico di miliardari benpensanti. Né ci si deve dimenticare del “patrimonio potenziale imponderabile, ma forse più prezioso, che le imprese monopolistiche stanno sistematicamente dilapidando: il materiale umano preso nelle spire degradanti, corruttrici e storditrici dei grandi imperi industriali; l’uomo comune il cui interno sviluppo viene tarpato e spezzato sotto l’urto continuo della produzione, della propaganda e delle campagne di vendita della grande industria” (Baran).

Pensiamo alla recente campagna pubblicitaria per la immissione sul mercato di una nuova utilitaria: campagna assurda e mortificante, capillare chiassosa e grossolana: urtante; pensiamo alle condizioni di vita di migliaia di famiglie concentrate in palazzoni senz’anima alla periferia delle città: veri campi di concentramento dove il minimo che può accadere è di vivere costantemente sospesi tra la pazzia e l’incoscienza.

L’ECCESSO DI CONSUMO

Quarto ed ultimo ostacolo alla realizzazione del surplus potenziale è l’eccesso di consumo. Concetto naturalmente in stretta relazione con quello di consumo indispensabile o essenziale. Per un Paese non ancora sufficientemente progredito, eccessivo sarà il consumo che superi il bisogno irrinunziabile di alloggio, vitto, vestiario ecc. Ad un diverso livello, ma ugualmente determinabile sarà il consumo essenziale nei Paesi progrediti. La scienza ci insegna che anche qui la sovranità del consumatore è un mito pericoloso che volge al tramonto, ineluttabilmente.

Tutto questo abbiamo detto perché i tentativi furbi o maldestri di molti “sicofanti subalterni della economia politica” di sottovalutare la portata della presente crisi economica del Paese o di individuarne le cause in modo unilaterale, classista, impongono ai lavoratori di riprendere fiato, di ribadire che il momento contingente non è che una fase della tortuosa e confusa vita del capitalismo, contraddittorio e irrazionale. La battaglia dei lavoratori non può venir pertanto frenata da presunte corresponsabilità passate e presenti in previsione di un futuro di benessere sempre maggiore.

Perché i lavoratori sanno quanto sia effimera l’illusione di un costante progresso sociale, dal momento che gli strumenti di cui ci si è serviti finora a tal fine non hanno alcun rapporto coi loro effettivi interessi.

Ribadire tutto ciò significa, questo è chiaro, porsi al di fuori dell’ordinamento sociale esistente, disancorarsi dai suoi valori, dalla sua intelligenza pratica, dalle sue verità assiomatiche. La distinzione che abbiamo fatto tra lavoro produttivo e improduttivo, tra consumo essenziale, più in generale la distinzione tra surplus effettivo e potenziale, son cose che ripugnano alla scienza economica borghese. Naturalmente. Essa ha i suoi valori: è col metro di questi che valuta il progresso, il benessere o meno del Paese. Alla luce di quei valori le nostre distinzioni non hanno fondamento e utilità. “Cosa penseremmo se dovessimo giudicare il contributo dell’omicidio al benessere, in base alle norme di comportamento vigente in una società di cannibali? Il meglio che si può ottenere per questa via è un giudizio sulla coerenza del comportamento dei cannibali con le loro stesse norme e regolamentazioni cannibalistiche.

Questo genere di ricerca può essere utile per uno sforzo inteso ad individuare le norme necessarie per la preservazione e il miglior funzionamento della società cannibalistica. Ma che si può ricavare da una tale ricerca, in termini di benessere umano? [...] Tutto quello che si può stabilire è che la prassi della società cannibalistica corrisponde più o meno pienamente ai principi sviluppati da quella società. Non abbiamo detto nulla circa la validità o la razionalità di quegli stessi principi, né circa il loro rapporto con il benessere umano” (Baran).

L’UOMO DEL SOTTOSUOLO

Il fatto è che al principio mitico del consumatore sovrano, vero signore del mercato, i tempi impongono la sostituzione di quello opposto di ragione obbiettiva, unico mezzo di analisi e valutazione delle condizioni di benessere della società. Alla luce di questo concetto si giustificano le distinzioni da noi operate, perché si instaura nello studio dei fatti economici un criterio di ragione; alla luce di questo concetto lo studio dei singoli momenti della storia economica del Paese e del mondo perde la sua frammentarietà ed acquista carattere unitario e valore generale. Consente, questo importa di più a chi combatte la battaglia dei lavoratori, di guardare all’avvenire senza terrori e senza ingannevoli illusioni. Consente la vittoria contro tutte le “furie della proprietà privata”, non solo, ma anche sull’ “uomo del sottosuolo” che odia la ragione e vi vomita sopra. E’ quest'uomo del sottosuolo, rozzo e diffidente, che la fantasia sorprendente della scienza borghese aveva identificato col consumatore sovrano del mercato, arbitro e artefice del progresso; quest’uomo del sottosuolo, disperato e inutile, privato dai mille agenti dell’ideologia capitalistica di ogni barlume di intelligenza!

Uno stratagemma perfido e disarmante ha fatto e fa di quel sottoproletario impotente l’apparente attore della storia. Ma le forme ingannevoli dell’ideologia capitalistica stanno cadendo ad una ad una. I lavoratori capiscono oggi più che mai che “il lavoro produce certo cose meravigliose per i ricchi, ma per l’operaio catapecchie. Produce la bellezza ma per l’operaio sofferenza. Produce cose spirituali ma per l’operaio stupidità e cretinismo”.

La scienza economica ci ha aiutato a capire e a far capire tutto questo: la via verso una società costruita secondo ragione, senza sprechi e contrattempi, è aperta; l’uomo del sottosuolo è morto.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Novembre 2020 11:11
 

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Sudcritica Flash

==MARIO MARANGI, PER L'EXTRAVERGINE DI PUGLIA 'CREARE RETE' TRA I PRODUTTORI=Le ‪‎difficoltà‬ ma anche le grandi ‪opportunità‬ dei ‪‎produttori‬ ‪‎oleari‬ che puntano all'‪‎innovazione‬ e alla ‪‎qualità‬, in ‪Puglia‬ come a Modugno‬.
‪‎Investire‬ nell'‪olivicoltura‬ significa anche ‪valorizzare‬ il ‪territorio‬ e il tessuto‬ ‪sociale‬.
Ecco le ‪sfide‬ che affrontiamo noi ‪giovani‬ ‪‎imprenditori‬ ‎agricoli‬.
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=IL COMUNE DI MODUGNO ABBATTE IL 'MURO'. LO ACQUISTO' COME OPERA D'ARTE, LO DISTRUGGE COME BAGNO FATISCENTE=
di Francesca Di Ciaula.Il 2 febbraio scorso, in piazza Romita Vescovo, un tempo adibita a mercato del pesce, sono iniziati i lavori di demolizione della parete adiacente ai bagni pubblici.
La motivazione è presto detta: sicurezza e salvaguardia della pubblica incolumità, fatiscenza delle strutture. Il tutto per una spesa di 35 000,00 €.
La parete ricoperta di marmo nero, fu costruita a ridosso della chiesa seicentesca delle Monacelle in pieno centro storico, per nascondere un bagno pubblico, alla vista di chi sostava nella piazzetta. Una visione dai contrasti indicibili. Un monolite scuro e dietro la parete chiara dell'antica chiesetta. L'antico e il nuovo, maldestro tentativo di dare dignità al piastrellato che ha invaso il paese, eppure opera pubblica. La modernità imposta per capriccio o arbitrio, il marmo contro la pietra povera antica. Oggi ulteriore denaro pubblico è stato impiegato per distruggere quel manufatto a nessuno mai piaciuto per la sua manifesta volgarità.

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Sudcritica Flash

=ITALIA GIUSTA, IL COMUNE DI MODUGNO BLOCCHI LO 'SFRATTO' DELL’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO=
di Tina Luciano.

Il movimento Italia Giusta secondo la Costituzione sollecita il Commissario prefettizio a Modugno perché blocchi lo ‘sfratto’ dell’Istituto Nastro Azzurro fino a quando sarà pronta la nuova sede ad esso destinata, in locali comunali che oggi ospitano i Servizi sociali.Il Museo e le Associazioni combattentistiche raccolte nell’Istituto custodiscono oggi le poche tracce esistenti di una memoria collettiva di Modugno, perse le quali va definitivamente in frantumi l’identità dell’intera città.
Un luogo della memoria va protetto e tutelato: insistere nel volerlo ‘sfrattare’ ha il sapore iconoclasta della provocazione, del voler far apparire come insensibile al bene pubblico una pubblica amministrazione che deve invece avere a cuore unicamente le esigenze sociali.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CONSUMO DI SUOLO E COMUNITA' SENZA IDENTITA'. INCONTRO CON GIUSEPPE MILANO=
Il 23 gennaio 2015. Sono intervenuti Pasquale De Santis e Nicola Magrone."Contro il mostruoso consumo di suolo in tutta Italia, serve una mobilitazione dei cittadini, una coscientizzazione che ci faccia capire che la cementificazione costante ha un forte impatto sociale, significa alienazione, perdita di coesione della comunità, significa che non esiste più un'identità delle nostre città. Sentiamo spesso dire che si vuole 'costruire il futuro': ma lo si dice a vuoto, mentre si perpetuano questi atteggiamenti di noncuranza e di malapolitica. Costruire il futuro significa cominciare a far le cose per bene ogni giorno nelle nostre città. Quel che è successo a Modugno lo sapete voi, non ho titolo per parlarne ma parlano i fatti. Basta col dire che edilizia e urbanistica vanno visti come motore dello sviluppo, se poi sappiamo che servono per creare solo lo sviluppo di pochi... basta!"

Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

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=DISCUSSIONI=

=SOVRANITA' NAZIONALE
MONETARIA
E DEBITO PUBBLICO=

Serafino Pulcini/
Mino Magrone

Monete-antiche-riportate-alla-luce-in-uno-scavo-archeologico


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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON GIUSEPPE DI CIAULA=
Il 9 gennaio 2015. Coordinamento, formazione, esercitazioni, sicurezza sono i cardini di una buona protezione civile.Fondamentale un piano dettagliato di intervento, con volontari professionali i quali - quando dovessero verificarsi emergenze - sanno che fare ma non usurpano i compiti dei professionisti. Partecipano il presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, Pasquale De Santis, e Francesca Di Ciaula, della segreteria del movimento.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON WILLIAM FORMICOLA=
Il 12 dicembre 2014, su ''Stato di salute del territorio italiano e ruolo della protezione civile''.Al centro dell'intervento, le azioni che gli amministratori devono compiere per prevenire, e per intervenire nel verificarsi di emergenze; gli effetti della mano dell'uomo sull'aggravamento dei rischi, i pericoli legati al consumo del territorio e al costruire senza regole. E' intervenuto il presidente di Italia Giusta, Pasquale De Santis.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

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=POLITICA E CONSENSO=

=LA POLITICA
DELLE LOCUSTE=

locuste-madagascar


se si vuole tentare
un recupero
delle regole
che tutelino tutti,

bisognerà scontentare
i gruppetti di interesse
che si concentrano come locuste
intorno al patrimonio pubblico

di  Tina Luciano
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CULTURA, SCUOLA E
TERRITORIO E LA 'NUOVA'
FIERA DEL CROCIFISSO
A MODUGNO=

seminario IG di ciaula longo lobaccaro

Per i Seminari di Italia Giusta
secondo la Costituzione,
incontro - il 21 novembre 2014 -
col musicista dei Radiodervish
Michele Lobaccaro
e con Francesca Di Ciaula
e Valentina Longo.
Su politiche culturali a
Modugno, sul successo
della 'nuova' Fiera
del
Crocifisso inaugurata
con l'amministrazione
Magrone
e sull'importanza
delle relazioni
tra scuola e territorio.

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=DISCUSSIONI=

=ECONOMIA E UE.
CI VORREBBE KEYNES
MA E' TROPPO
DI SINISTRA=

keynes-main-photo


Ilquadro
macroeconomico

dell’Europa
dovrebbe suggerire
la ripresa di politiche economiche
poggiate sulle argomentazioni
della cosiddetta sintesi postkeynesiana.
Invece, ciò è ancora molto lontano
dall’essere preso in considerazione
dalle istituzioni europee

di  Mino Magrone

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=LE SCELTE FISCALI DELLA GIUNTA MAGRONE PER PROTEGGERE I CETI MENO ABBIENTI=
Incontro con Dino Banchino.

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore al Bilancio dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Banchino ha parlato delle scelte fiscali fatte dalla giunta, tutte improntate all'art.53 della Costituzione italiana, per il quale il sistema tributario nel nostro Paese "è informato a criteri di progressività”.
Per questo, per il 2014 a Modugno non si è pagata la TASI, preferendo scaricare il peso maggiore della contribuzione dei cittadini sull'Irpef. Sono intervenuti Pasquale De Santis, presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, e Nicola Magrone.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA GIUNTA MAGRONE E L'AIUTO AI PIU' DEBOLI=
Incontro con Rosa Scardigno

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore ai servizi sociali dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Al centro dell'intervento dell'assessore, gli sforzi per ricostituire servizi disastrati (Ufficio di Piano, in primis), le necessità cui assolvere senza arbitrio, la descrizione di un lavoro interrotto a poco più di un anno dall'insediamento, quando avrebbe potuto dare aiuti più congrui.

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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
CON ITALIA GIUSTA
PER ROMPERE
L'AGGLOMERATO
DI POTERE=

logo italia giusta internet


Da queste parti
smuovere la stagnazione
di poteri è stato
un azzardo
ed una scelta
 coraggiosa.
E tuttavia la dimostrazione
che un movimento possa spezzare

un meccanismo consolidato
c'è stata.
[...] Che si possano tentare
scelte politiche limpide e nette,
l'esperienza amministrativa
modugnese ce lo insegna

di  Francesca Di Ciaula
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA NUOVA FIERA DEL CROCIFISSO=
Incontro con Tina Luciano -
"Queste sono le ragioni e le modalità della nuova configurazione della Fiera del Crocifisso......da un lato riannodare i fili con il centro della città, dall’altro garantire la sicurezza in un sito che, oltre ad essere isolato non garantiva nemmeno l’incolumità dei visitatori".

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=I LUOGHI=

=BORGO TACCONE.
STORIA PICCOLA
DEL SUD=

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Borgo Taccone
è questo luogo
dell'assenza,
una storia mancata
di insediamenti rurali.
Eppure non riesci
ad individuare la parola fine
a questa storia.
Il borgo intero sembra piuttosto
un racconto interrotto.

di  Francesca Di Ciaula
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=DISCUSSIONI=

=IL MATTONE DI CALVINO.
60 ANNI DOPO=

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“Un sovrapporsi
geometrico di parallelepipedi
e poliedri, spigoli e lati di case,
di qua e di là, tetti, finestre,
muri ciechi per servitù contigue
con solo i finestrini smerigliati
dei gabinetti uno sopra l’altro”.

di  Nicola Sacco
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=DISCUSSIONI=

=CRISI. PER SALVARE
L'EUROPA BASTEREBBE
SVEGLIARE IL GIGANTE=

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Una modesta
frazione

di questo gigante finanziario
narcotizzato e costretto
a stare improduttivo può,
purché l’Europa e la Germania
lo vogliano, finanziare opere
e interventi comuni di sviluppo
e crescita dell’occupazione
di lavoratori in Italia ed in Europa

di  Mino Magrone
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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
LA DIGNITA' POSSIBILE=

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Questo, il sindaco
di Modugno,
Nicola Magrone,
ha insegnato nel primo anno
di amministrazione a chi
ha voluto comprendere:
a essere chiari,
a pronunciare il nome delle cose
senza timore, pubblicamente,
non in cenacoli all’ombra
di qualche interesse
che non fosse quello
di tutti i cittadini.

di  Francesca Di Ciaula

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=DISCUSSIONI=

=TAMARO, IL GRANDE NEMICO
E' IL NIENTE. O LO E'
PIUTTOSTO IL NICHILISMO?=

rotoletti010


L'angoscia e il disagio
non sono soltanto
sentimenti dei giovani,
sono invece
di noi tutti
in quanto mortali
destinati a finire,
al niente

di  Mino Magrone

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Sudcritica Modugno

=GUASTO A PASSAGGIO A LIVELLO MODUGNO. IL SINDACO, SITUAZIONE ASSURDA CHE SI RIPETE= 5 aprile 2014 - Dice Nicola Magrone: "Prendero' le opportune iniziative per l'attuazione puntuale di intese precise sui compiti i di Fal e Rete Ferroviaria Italiana. Quello che serve e' scongiurare ulteriori situazioni di grave pericolo".[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=“La grande bellezza”?=

la grande bellezza


Finché continua
l’umana avventura
in questa valle,
ci sarà scienza, arte,
religione
e l’apocalisse del pensiero
lasciamola ai meno dotati.
Non ci riguarda.

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=JOBS ACT, LAVORO

SENZA DIRITTI

E SENZA DIFESE=

CGIL crisi

 
l’Europa solidifica
interessi preminenti
anche sottraendo
ai Paesi
a sovranità nazionale
le tradizioni politiche
e i documenti storici d’identità.
L’Italia è in prima fila con la cessione
della Costituzione e la fiammata
di follia collettiva del cambiamento
a tutti i costi, soprattutto in peggio

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=Per far ripartire l'Italia

non serve stravolgere

la Costituzione=

costituzione

Proposta, da parte di un attivista

di Italia Giusta, di una piccola

guida pratica, aperta a suggerimenti,

per orientarsi tra i temi

di stretta attualità politica

di  Nicola Sacco

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Sudcritica Modugno

=RACCOLTA DIFFERENZIATA A MODUGNO, SUDCRITICA INTERVISTA L'ASSESSORE = 17 marzo 2014 - Puoi seguire l'intervista anche alla pagina di Sudcritica Modugno.Tra breve, finalmente, anche a Modugno (e per l'intero Aro del quale Modugno è capofila) ci sarà un bando di gara per una vera raccolta differenziata. Con l'aiuto e la collaborazione di tutti i cittadini dovrà portare al traguardo 'rifiuti zero'. L'assessore comunale Tina Luciano spiega a Sudcritica come accadrà.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

=DISCUSSIONI=

Larroganza

della Rai

In nessun altro

Paese europeo

si assiste al pagamento

di un canone obbligatorio

a fronte di una pubblicità

invadente e accentratrice

di  Pippo De Liso

_______________

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=DISCUSSIONI=

Il documento

alternativo

"Il sindacato

è un'altra cosa"

per il XVII Congresso

della Cgil

 

di  Pippo De Liso

__________________

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=DISCUSSIONI=

Una sinistra

nata piccolo-borghese

 

di  Franco Schettini

__________________

a mio avviso il nostro “marxismo” altro non è stato che riformismo piccolo borghese, nemmeno socialdemocratico

Il 15 giugno del 1975 Pasolini scriveva, dopo le effimere vittorie delle sinistre, che “l’Italia è nel suo insieme ormai un Paese spoliticizzato, un corpo morto i cui riflessi non sono che meccanici. L’Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione”.

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Contro la violenza sulle donne

MAGRONE, PALMINA E LE SUE PAROLE HANNO CAMBIATO LA MIA VITA
Casacalenda, 16 novembre 2013 - intervista di Maurizio Cavaliere. Magrone ricorda il giorno in cui palmina martinelli gli parlò in punto di morte, rivelandogli i nomi dei suoi aguzzini. La 14enne di fasano morì data alle fiamme nel novembre 1981, si era rifiutata di prostituirsi.

=LA VIOLENZA ESIBITA=

di Francesca Di Ciaula

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violenza2 [ Leggi tutto]  

DON TONINO BELLO - LA COSCIENZA E IL POTERE

IL POTERE, LA LEGGE, LA COSCIENZA
Don Tonino Bello ricordato dal sindaco di Modugno, Nicola Magrone, a Mola di Bari, il 16 ottobre 2013, con l'assessore regionale Guglielmo Minervini e don Gianni De Robertis.La speranza nel patto tra deboli, se non per rovesciare il potere almeno per attenuarne l'abuso. Tornare alle origini di don Tonino Bello è tornare alle origini del nostro popolo, cioè la Costituzione. Secondo il sindaco di Modugno, oggi la costituzione non deve essere modificata.

cronache dall'interno

=IL SINDACO DI MODUGNO NICOLA MAGRONE E LA SUA GIUNTA INCONTRANO I CITTADINI=
26 settembre 2013 - Filmato integrale dell'incontroPer la prima volta nella vita amministrativa di Modugno, l’amministrazione parla con i cittadini in un incontro pubblico.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
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