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=MONTI E L’ELOGIO DELLA CRISI= PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 12 Febbraio 2012 21:10

 

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Dove ha studiato il suo programma, il  governo del professore, e con chi?

‘‘L’Europa ha bisogno di crisi, di gravi crisi,  per fare passi avanti"

Ragiona come il Presidente tedesco:

''In una fase difficile dell'Europa, in una fase di crisi, dobbiamo far si' che questa crisi sia una opportunita'''

Ogni passo avanti è un diritto in meno; ora cade anche l'articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori che dice all'imprenditore: tu non sei il padrone del tuo lavoratore; spiega perché lo mandi via.

 

     

Qualche rara critica si levò alla sua nomina a presidente del consiglio dei ministri da chi sottolineava le sue appartenenze a consessi economici esclusivi accusati di tessere il Nuovo Ordine mondiale. Già allora attento a fare il piacione (quasi fosse un Rutelli), glissò chiedendo agli Italiani ''un po' di comprensione'' per le decisioni prese, in cambio di serenita' e speranza sul fatto che ''i sacrifici non saranno vani''. Bene, forse è presto, ma - a mio parere - per questi primi tre mesi di lavoro di Mario Monti, presidente del consiglio in Italia dal 16 novembre 2011, un giudizio è già possibile: è un perfetto esecutore di ordini, un docente di economia catapultato ad applicare, in modo rigido e pedissequo, insieme con altri baroni dell’accademia italiana (c’è anche qualche raccomandato), banchieri e ‘ipergarantiti’, un programma di governo studiato in altre sedi che non sono Palazzo Chigi, men che meno Montecitorio o Palazzo Madama. Niente di più, per ora. Neppure un guizzo e ancor meno la capacità di far digerire quel duro programma di governo, giacché non l’autorevolezza dei ministri e del presidente del consiglio fanno passare come acqua le più indigeste misure bensì la paura indistinta instillata tra i cittadini di una catastrofe economica, l’esempio della disgraziata Grecia che ci precede a un passo dal baratro, la minaccia di rovina sventolata sotto il naso di un parlamento screditato e senza voce e di sindacalisti senza passioni.

 

Il programma in una lettera
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Dove sia stato studiato quel programma di governo, se in Europa o altrove, se in un ambito istituzionale o in uno di quei consessi economici esclusivi frequentati da Monti (e anche da alcuni altri dei suoi ministri e da Draghi), non so dire. So che quel programma è lo stesso proposto alla Grecia e agli altri Paesi Ue in difficoltà, un format ammannito dalla Banca centrale europea al momento opportuno a ciascuno dei naviganti in difficoltà. Berlusconi tentò, a suo modo, di applicarlo ma questa stessa rivista ci ha spiegato come e perché non c’è riuscito. [v, La strana vicenda della visita di Tremonti a Napolitano prima della caduta di Berlusconi]

Eccolo dunque il programma che Monti ci sta somministrando, è la medicina contenuta nella lettera datata 5 agosto 2011 e firmata - per dare ad essa più forza intimidatoria - da ben due presidenti della Banca centrale europea, quello che alla data della redazione della lettera era in procinto di cessare le proprie funzioni, Jean-Claude Trichet, e quello che gli sarebbe di li’ a poco succeduto, Mario Draghi. Certo, non è una scoperta dire che il programma di Monti è contenuto nella lettera della Bce dell’agosto 2011; la scoperta - a mio parere - è che, accreditato dal presidente della Repubblica, chiunque invece che Monti avrebbe potuto essere presidente del consiglio, giacché nella lettera si detta persino quel che deve avvenire con decreto legge e quel che deve avvenire ‘‘il prima possibile’‘. E Monti esegue: decreti legge a ufo ‘’il prima possibile’‘. Conditi con una prosa arrogante e pretenziosa, di chi è certo di non aver da dare conto a nessuno se non a chi lo ha catapultato lì (Mi manda Picone, si chiamava un film di Nanni Loy del 1983).

 

cani per l’aia

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Il testo integrale della lettera ciascuno può leggerlo in questa rivista. Vorrei sottolinearne alcune parti. 

Una è quella delle liberalizzazioni. E’ scritto nella lettera: ‘‘a) È necessaria una complessiva,

radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali

e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali

attraverso privatizzazioni su larga scala’‘.

La liberalizzazione dei servizi pubblici locali sulla quale si sottolinea che bisogna farla prevedendone ‘‘privatizzazioni su larga scala’‘ è nel decreto ‘salva Italia’ di dicembre 2011 (proprio l’obbligo di privatizzazione hanno lamentato alcuni sindaci); la liberalizzazione dei servizi professionali, per modo di dire, nel decreto ‘cresci Italia’ di gennaio scorso. Liberalizzazioni un po’ ridicole tutte le altre: taxi, farmacie, edicole, cani per l’aia per fare un po’ di rumore e mascherare il fatto che le liberalizzazioni vere non si possono fare sinché non si raggiungono accordi nei gruppi di potere economico e finanziario.

Nella lettera della Bce si ritiene necessario rendere più ‘‘rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità’‘ e aumentare l'età della pensione per le donne nel settore privato ‘‘in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”. “Inoltre – per la Bce di agosto 2011 – “ il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi”.

Proprio così: ridurre i costi del pubblico impiego ‘‘se necessario, riducendo gli stipendi’‘. Che non è una boutade solo ad uso di greci impenitenti.

 

Il pubblico impiego nelle mani del presidente

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Le pensioni di anzianità e l’aumento dell’età pensionabile per le donne sono state liquidate d’un botto col ‘salva Italia’, anzi si è andati oltre, aumentando anche quella degli uomini. Al pubblico impiego ci pensa l’art.23 ter del ‘salva Italia’. Questo articolo pone un tetto alle retribuzioni dei dirigenti e manager pubblici ‘‘stabilendo  come  parametro massimo di riferimento il trattamento economico del primo  presidente della Corte di cassazione’‘ (pare 330.000 euro annui). E sin qui potrebbe anche andare bene, se si rispettasse la previsione. Ma intento di questo articolo non pare essere solo quello di porre un argine alle retribuzioni abnormi. Infatti nell’art.23 ter del ‘salva Italia’ è scritto: ‘‘Con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  previo parere  delle  competenti Commissioni  parlamentari,  entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e' definito il trattamento economico annuo onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo 2001, n.165, e successive modificazioni, ivi incluso il personale in regime di diritto pubblico di cui all'articolo 3 del medesimo decreto legislativo, e successive modificazioni […]’‘. Dunque, il presidente del consiglio ha il potere di definire, solo ascoltando un parere delle commissioni consiliari, il trattamento economico annuo di tutto il pubblico impiego.

Al di fuori di ogni contrattazione.

E poi, non si sa mai, la norma può essere utile qualora sia necessario ridurre gli stipendi ‘‘per una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego’‘, come dice la Bce

 

Verso il tramonto del contratto collettivo nazionale.

Si comincia dai ferrovieri. E perché?
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Questo della contrattazione deve proprio essere un ‘pallino’ di Picone, della Bce, di Monti e dell’ancilla Fornero… Nel ‘cresci Italia’ (questi nomi così banali per i decreti hanno solo finalità propagandistiche, naturalmente) si toglie, per esempio, di un colpo, ai ferrovieri - senza che la questione c’entri per nulla con la faccenda della quale si parla - il contratto collettivo nazionale di settore (art.37). E quindi siamo a due: tra ‘salva Italia’ e ‘cresci Italia’- in mezzo ad una selva di articoli che non sembrano avere finalità di una certa rilevanza se non quella di raggranellare fondi pubblici infliggendo tasse a chi già le paga in abbondanza su pensioni e stipendi - si aumenta l’età pensionabile, si eliminano le pensioni di anzianità, e… miracolo!, si toglie la contrattazione nazionale a pubblico impiego e ferrovieri.

Insomma sulla contrattazione (di fatto sulla eliminazione della contrattazione salariale collettiva) si sta lavorando alacremente. Monti e l’ancilla Fornero mostrano una certa ansia di dimostrare di aver compreso quanto effettivamente si chiede loro per il ‘‘bene’‘ dell’Europa (non certo degli europei): ‘‘b) C'è anche l'esigenza - scrivono Trichet e Draghi - di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione’‘. Per il settore pubblico si è - grazie a Monti - a un ottimo punto, il privato seguirà, tanto la strada è già stata ampiamente spianata da Marchionne. 

 

Il ''pernicioso'' articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori
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Ma il capolavoro arriverà tra qualche giorno. Condito di frasi offensive di vario genere, Monti e l’ancilla Fornero si preparano al colpo decisivo.

Scrivono Trichet e Draghi il 5 agosto: ‘‘c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi’‘.

Ecco, dunque pronti i nocchieri dell’Italia 2012 avanzare sicuri contro l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, definito da Monti ‘‘pernicioso per lo sviluppo’‘. Tutti, persino Confindustria, è soddisfatta di tanta solerzia ma non del tutto convinta che sia una priorità, questa benedetta eliminazione dell’art.18. Fior fior di economisti si sperticano a dar consigli su quel che meglio sarebbe fare prima dell’art.18… Niente da fare: quel che non è un totem non può essere un tabu e via banalizzando. Perché? perché Bce vuole il sacrificio umano dai suoi fedeli servitori, vuole ottenere il licenziamento tout court e Monti sa che la crisi gli consente di avere anche questo, un colpo da maestro perché l’art.18 dello Statuto dei lavoratori è l’unico scudo contro i licenziamenti ‘‘senza giusta causa o giustificato motivo’‘.

 

‘‘L’Europa ha bisogno di crisi, di gravi crisi, per fare passi avanti’‘

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A questo punto ci si potrebbe chiedere dove porta Monti, quanto pesano gli esclusivi consessi economici dei quali fa parte insieme con Draghi (Gruppo Bilderberg, Trilateral Commission, e altre conventicole segrete del genere, e ancora Aspen Institute, Goldman Sachs, Coca Cola). Se questi consessi, dopo averla creata la crisi, saranno anche capaci di liberarcene. Senza entrare nel merito di queste appartenenze, risposte convincenti se ne sono già date in questa rivista (e.g.: Guardiamo bene. All’orizzonte…; Il consiglio europeo ha deciso che l'Italia diventi meno democratica e piu' povera; Lavoro e governo Monti. Licenziare per assumere o assumere per licenziare). Una risposta l’aveva data lo stesso Monti in un intervento alla Luiss del febbraio di un anno fa:

‘‘Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario’‘. ‘‘È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del  farle, perché c’è una crisi in atto visibile, conclamata’‘. ‘‘Abbiamo bisogno delle crisi… per fare passi avanti. Ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perché si sono messe in opera istituzioni, leggi, eccetera per cui non è pienamente reversibile’‘. […] 

 

‘‘Bisogna cambiare il modo di vivere degli italiani’‘. Tutti Martone?

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Infine, una notazione di superficie. Monti si propone, tra le varie altre cose, di cambiare il modo di vivere degli Italiani:

''Dobbiamo cercare - ha detto a Washington il 9 febbraio - di dare il senso della meritocrazia e della competitivita' che crediamo siano necessarie''. Modesto come sempre, supponente come sempre. Si poteva dunque almeno sperare che un presidente così monotono ci liberasse dai tipici vizietti italici così fastidiosi ma così bene incarnati nei politici nostrani. Neanche questo bene, purtroppo, ci è dato. Abbiamo infatti già avuto modo di constatare in questa dozzina di settimane che siamo costretti a frequentarli come Monti, Fornero, Passera facciano parte appieno della stirpe italica, e siano ‘inzippati’ dei suoi difettucci, più che essere eredi dell’etica calvinista che, a parole, vorrebbero mostrare di avere. Per Monti è, secondo me rivelatrice, la cena fatta a Palazzo Chigi a Capodanno (sono presidente del consiglio e faccio quel che voglio), utilizzando una struttura pubblica, un alloggio di servizio, per una festa privata, come fosse la Casa Bianca e come se non avesse potuto consentirsi, con le tante retribuzioni che ha, l’affitto per qualche giorno di una nobile casa privata romana con annessa servitù. Si potrebbero anche ricordare i pavoneggiamenti del sito istituzionale governo.it con le mail dei cittadini al presidente del consiglio e i loro giudizi sulle manovre sinora attuate: il sito contiene solo mail di compiacimento, compresa quella della nipotina del presidente - poi cancellata dopo qualche critica - che dichiara la propria fiducia nei provvedimenti del nonno. Roba da abbecedario degli anni tra i Trenta e i Sessanta del secolo scorso… Di Fornero mammona sappiamo tutti, feroce col ‘‘posto fisso’‘ degli altri quasi quanto rapace per quelli di sua figlia. Ma carriere garantite, e si può immaginare di che livello, ce li hanno i figli di Cancellieri, Monti, Profumo, Passera. Passera… Si può appena osservare che se il fratello o i figli di Berlusconi gestiscono imperi editoriali si ritiene - a ragione - che vi sia un conflitto di interessi, se è il fratello di Passera a cogestire un impero o se Passera stesso è ministro dei trasporti avendo gestito l’affaire Nuova Alitalia e dovendo presto decidersi una fusione con un’altra grande compagnia aerea, pas mal… Solo solo esempi… Ah, il sottosegretario MartoneMichel si chiama… dove lo mettiamo? Parla di giovani sfigati se si laureano a 28 anni, quando lui, nominato viceministro per meriti sconosciuti, ha dovuto attendere due mesi per ricevere deleghe: uno che evidentemente è così necessario in questo governo che può anche non far nulla come fosse uno ‘‘sfigato’‘ qualsiasi…

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 13:18
 

Commenti  

 
0 #1 giovanni 2012-02-13 13:16
Cara Pecora Nera Lei è nata col colore del suo vello, ma io, livido di rabbia ormai di un colore che fa paura, incapace di digerire ulteriormente la reiterazione di raggiri truffe appropriazioni indebite e chi più ne ha più ne metta, perpetrati dallo stato italiano nei miei confronti e dei cittadini più deboli attraverso governi e parlamenti fatti da persone a dir poco malati di mente visto che continuano a non vedere cosa succede realmente in Italia, che devo fare per evitare di impazzire e non abbracciare pericolose cause inneggianti la violenza quale unica alternativa alla subdola ma non meno violenta totale chiusura di spazi democratici? Siamo arrivati al punto di un paradosso incredibile nel quale, l’autore del male propinatoci a piene mani da tecnici politici e banchieri, sembra essere Lei, che semplicemente racconta quelle verità scomode che nessun giornale cita e che a un’attenta lettura decuplicano lo sdegno e l’esecrazione nei confronti di tutta la classe dirigente italiana
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Sudcritica Flash

==MARIO MARANGI, PER L'EXTRAVERGINE DI PUGLIA 'CREARE RETE' TRA I PRODUTTORI=Le ‪‎difficoltà‬ ma anche le grandi ‪opportunità‬ dei ‪‎produttori‬ ‪‎oleari‬ che puntano all'‪‎innovazione‬ e alla ‪‎qualità‬, in ‪Puglia‬ come a Modugno‬.
‪‎Investire‬ nell'‪olivicoltura‬ significa anche ‪valorizzare‬ il ‪territorio‬ e il tessuto‬ ‪sociale‬.
Ecco le ‪sfide‬ che affrontiamo noi ‪giovani‬ ‪‎imprenditori‬ ‎agricoli‬.
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=IL COMUNE DI MODUGNO ABBATTE IL 'MURO'. LO ACQUISTO' COME OPERA D'ARTE, LO DISTRUGGE COME BAGNO FATISCENTE=
di Francesca Di Ciaula.Il 2 febbraio scorso, in piazza Romita Vescovo, un tempo adibita a mercato del pesce, sono iniziati i lavori di demolizione della parete adiacente ai bagni pubblici.
La motivazione è presto detta: sicurezza e salvaguardia della pubblica incolumità, fatiscenza delle strutture. Il tutto per una spesa di 35 000,00 €.
La parete ricoperta di marmo nero, fu costruita a ridosso della chiesa seicentesca delle Monacelle in pieno centro storico, per nascondere un bagno pubblico, alla vista di chi sostava nella piazzetta. Una visione dai contrasti indicibili. Un monolite scuro e dietro la parete chiara dell'antica chiesetta. L'antico e il nuovo, maldestro tentativo di dare dignità al piastrellato che ha invaso il paese, eppure opera pubblica. La modernità imposta per capriccio o arbitrio, il marmo contro la pietra povera antica. Oggi ulteriore denaro pubblico è stato impiegato per distruggere quel manufatto a nessuno mai piaciuto per la sua manifesta volgarità.

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Sudcritica Flash

=ITALIA GIUSTA, IL COMUNE DI MODUGNO BLOCCHI LO 'SFRATTO' DELL’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO=
di Tina Luciano.

Il movimento Italia Giusta secondo la Costituzione sollecita il Commissario prefettizio a Modugno perché blocchi lo ‘sfratto’ dell’Istituto Nastro Azzurro fino a quando sarà pronta la nuova sede ad esso destinata, in locali comunali che oggi ospitano i Servizi sociali.Il Museo e le Associazioni combattentistiche raccolte nell’Istituto custodiscono oggi le poche tracce esistenti di una memoria collettiva di Modugno, perse le quali va definitivamente in frantumi l’identità dell’intera città.
Un luogo della memoria va protetto e tutelato: insistere nel volerlo ‘sfrattare’ ha il sapore iconoclasta della provocazione, del voler far apparire come insensibile al bene pubblico una pubblica amministrazione che deve invece avere a cuore unicamente le esigenze sociali.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CONSUMO DI SUOLO E COMUNITA' SENZA IDENTITA'. INCONTRO CON GIUSEPPE MILANO=
Il 23 gennaio 2015. Sono intervenuti Pasquale De Santis e Nicola Magrone."Contro il mostruoso consumo di suolo in tutta Italia, serve una mobilitazione dei cittadini, una coscientizzazione che ci faccia capire che la cementificazione costante ha un forte impatto sociale, significa alienazione, perdita di coesione della comunità, significa che non esiste più un'identità delle nostre città. Sentiamo spesso dire che si vuole 'costruire il futuro': ma lo si dice a vuoto, mentre si perpetuano questi atteggiamenti di noncuranza e di malapolitica. Costruire il futuro significa cominciare a far le cose per bene ogni giorno nelle nostre città. Quel che è successo a Modugno lo sapete voi, non ho titolo per parlarne ma parlano i fatti. Basta col dire che edilizia e urbanistica vanno visti come motore dello sviluppo, se poi sappiamo che servono per creare solo lo sviluppo di pochi... basta!"

Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[v.anche in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=SOVRANITA' NAZIONALE
MONETARIA
E DEBITO PUBBLICO=

Serafino Pulcini/
Mino Magrone

Monete-antiche-riportate-alla-luce-in-uno-scavo-archeologico


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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON GIUSEPPE DI CIAULA=
Il 9 gennaio 2015. Coordinamento, formazione, esercitazioni, sicurezza sono i cardini di una buona protezione civile.Fondamentale un piano dettagliato di intervento, con volontari professionali i quali - quando dovessero verificarsi emergenze - sanno che fare ma non usurpano i compiti dei professionisti. Partecipano il presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, Pasquale De Santis, e Francesca Di Ciaula, della segreteria del movimento.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[v.anche in Sudcritica Modugno]

I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=PROTEZIONE CIVILE, INCONTRO CON WILLIAM FORMICOLA=
Il 12 dicembre 2014, su ''Stato di salute del territorio italiano e ruolo della protezione civile''.Al centro dell'intervento, le azioni che gli amministratori devono compiere per prevenire, e per intervenire nel verificarsi di emergenze; gli effetti della mano dell'uomo sull'aggravamento dei rischi, i pericoli legati al consumo del territorio e al costruire senza regole. E' intervenuto il presidente di Italia Giusta, Pasquale De Santis.
Riprese video di A.Covella per Italia Giusta/Sudcritica

[in Sudcritica Modugno]

=POLITICA E CONSENSO=

=LA POLITICA
DELLE LOCUSTE=

locuste-madagascar


se si vuole tentare
un recupero
delle regole
che tutelino tutti,

bisognerà scontentare
i gruppetti di interesse
che si concentrano come locuste
intorno al patrimonio pubblico

di  Tina Luciano
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=CULTURA, SCUOLA E
TERRITORIO E LA 'NUOVA'
FIERA DEL CROCIFISSO
A MODUGNO=

seminario IG di ciaula longo lobaccaro

Per i Seminari di Italia Giusta
secondo la Costituzione,
incontro - il 21 novembre 2014 -
col musicista dei Radiodervish
Michele Lobaccaro
e con Francesca Di Ciaula
e Valentina Longo.
Su politiche culturali a
Modugno, sul successo
della 'nuova' Fiera
del
Crocifisso inaugurata
con l'amministrazione
Magrone
e sull'importanza
delle relazioni
tra scuola e territorio.

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=DISCUSSIONI=

=ECONOMIA E UE.
CI VORREBBE KEYNES
MA E' TROPPO
DI SINISTRA=

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Ilquadro
macroeconomico

dell’Europa
dovrebbe suggerire
la ripresa di politiche economiche
poggiate sulle argomentazioni
della cosiddetta sintesi postkeynesiana.
Invece, ciò è ancora molto lontano
dall’essere preso in considerazione
dalle istituzioni europee

di  Mino Magrone

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=LE SCELTE FISCALI DELLA GIUNTA MAGRONE PER PROTEGGERE I CETI MENO ABBIENTI=
Incontro con Dino Banchino.

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore al Bilancio dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Banchino ha parlato delle scelte fiscali fatte dalla giunta, tutte improntate all'art.53 della Costituzione italiana, per il quale il sistema tributario nel nostro Paese "è informato a criteri di progressività”.
Per questo, per il 2014 a Modugno non si è pagata la TASI, preferendo scaricare il peso maggiore della contribuzione dei cittadini sull'Irpef. Sono intervenuti Pasquale De Santis, presidente di Italia Giusta secondo la Costituzione, e Nicola Magrone.

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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA GIUNTA MAGRONE E L'AIUTO AI PIU' DEBOLI=
Incontro con Rosa Scardigno

Per i seminari di Italia Giusta secondo la Costituzione, incontro con l'assessore ai servizi sociali dell'amministrazione comunale di Modugno guidata da Nicola Magrone.Al centro dell'intervento dell'assessore, gli sforzi per ricostituire servizi disastrati (Ufficio di Piano, in primis), le necessità cui assolvere senza arbitrio, la descrizione di un lavoro interrotto a poco più di un anno dall'insediamento, quando avrebbe potuto dare aiuti più congrui.

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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
CON ITALIA GIUSTA
PER ROMPERE
L'AGGLOMERATO
DI POTERE=

logo italia giusta internet


Da queste parti
smuovere la stagnazione
di poteri è stato
un azzardo
ed una scelta
 coraggiosa.
E tuttavia la dimostrazione
che un movimento possa spezzare

un meccanismo consolidato
c'è stata.
[...] Che si possano tentare
scelte politiche limpide e nette,
l'esperienza amministrativa
modugnese ce lo insegna

di  Francesca Di Ciaula
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I SEMINARI DI ITALIA GIUSTA

=MODUGNO, LA NUOVA FIERA DEL CROCIFISSO=
Incontro con Tina Luciano -
"Queste sono le ragioni e le modalità della nuova configurazione della Fiera del Crocifisso......da un lato riannodare i fili con il centro della città, dall’altro garantire la sicurezza in un sito che, oltre ad essere isolato non garantiva nemmeno l’incolumità dei visitatori".

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=I LUOGHI=

=BORGO TACCONE.
STORIA PICCOLA
DEL SUD=

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Borgo Taccone
è questo luogo
dell'assenza,
una storia mancata
di insediamenti rurali.
Eppure non riesci
ad individuare la parola fine
a questa storia.
Il borgo intero sembra piuttosto
un racconto interrotto.

di  Francesca Di Ciaula
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=DISCUSSIONI=

=IL MATTONE DI CALVINO.
60 ANNI DOPO=

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“Un sovrapporsi
geometrico di parallelepipedi
e poliedri, spigoli e lati di case,
di qua e di là, tetti, finestre,
muri ciechi per servitù contigue
con solo i finestrini smerigliati
dei gabinetti uno sopra l’altro”.

di  Nicola Sacco
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=DISCUSSIONI=

=CRISI. PER SALVARE
L'EUROPA BASTEREBBE
SVEGLIARE IL GIGANTE=

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Una modesta
frazione

di questo gigante finanziario
narcotizzato e costretto
a stare improduttivo può,
purché l’Europa e la Germania
lo vogliano, finanziare opere
e interventi comuni di sviluppo
e crescita dell’occupazione
di lavoratori in Italia ed in Europa

di  Mino Magrone
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=DISCUSSIONI=

=MODUGNO.
LA DIGNITA' POSSIBILE=

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Questo, il sindaco
di Modugno,
Nicola Magrone,
ha insegnato nel primo anno
di amministrazione a chi
ha voluto comprendere:
a essere chiari,
a pronunciare il nome delle cose
senza timore, pubblicamente,
non in cenacoli all’ombra
di qualche interesse
che non fosse quello
di tutti i cittadini.

di  Francesca Di Ciaula

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=DISCUSSIONI=

=TAMARO, IL GRANDE NEMICO
E' IL NIENTE. O LO E'
PIUTTOSTO IL NICHILISMO?=

rotoletti010


L'angoscia e il disagio
non sono soltanto
sentimenti dei giovani,
sono invece
di noi tutti
in quanto mortali
destinati a finire,
al niente

di  Mino Magrone

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Sudcritica Modugno

=GUASTO A PASSAGGIO A LIVELLO MODUGNO. IL SINDACO, SITUAZIONE ASSURDA CHE SI RIPETE= 5 aprile 2014 - Dice Nicola Magrone: "Prendero' le opportune iniziative per l'attuazione puntuale di intese precise sui compiti i di Fal e Rete Ferroviaria Italiana. Quello che serve e' scongiurare ulteriori situazioni di grave pericolo".[Leggi tutto in Sudcritica Modugno]

=DISCUSSIONI=

=“La grande bellezza”?=

la grande bellezza


Finché continua
l’umana avventura
in questa valle,
ci sarà scienza, arte,
religione
e l’apocalisse del pensiero
lasciamola ai meno dotati.
Non ci riguarda.

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=JOBS ACT, LAVORO

SENZA DIRITTI

E SENZA DIFESE=

CGIL crisi

 
l’Europa solidifica
interessi preminenti
anche sottraendo
ai Paesi
a sovranità nazionale
le tradizioni politiche
e i documenti storici d’identità.
L’Italia è in prima fila con la cessione
della Costituzione e la fiammata
di follia collettiva del cambiamento
a tutti i costi, soprattutto in peggio

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

=Per far ripartire l'Italia

non serve stravolgere

la Costituzione=

costituzione

Proposta, da parte di un attivista

di Italia Giusta, di una piccola

guida pratica, aperta a suggerimenti,

per orientarsi tra i temi

di stretta attualità politica

di  Nicola Sacco

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Sudcritica Modugno

=RACCOLTA DIFFERENZIATA A MODUGNO, SUDCRITICA INTERVISTA L'ASSESSORE = 17 marzo 2014 - Puoi seguire l'intervista anche alla pagina di Sudcritica Modugno.Tra breve, finalmente, anche a Modugno (e per l'intero Aro del quale Modugno è capofila) ci sarà un bando di gara per una vera raccolta differenziata. Con l'aiuto e la collaborazione di tutti i cittadini dovrà portare al traguardo 'rifiuti zero'. L'assessore comunale Tina Luciano spiega a Sudcritica come accadrà.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
[email protected]
rivista: www.sudcritica.it

=DISCUSSIONI=

Larroganza

della Rai

In nessun altro

Paese europeo

si assiste al pagamento

di un canone obbligatorio

a fronte di una pubblicità

invadente e accentratrice

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

Il documento

alternativo

"Il sindacato

è un'altra cosa"

per il XVII Congresso

della Cgil

 

di  Pippo De Liso

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=DISCUSSIONI=

Una sinistra

nata piccolo-borghese

 

di  Franco Schettini

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a mio avviso il nostro “marxismo” altro non è stato che riformismo piccolo borghese, nemmeno socialdemocratico

Il 15 giugno del 1975 Pasolini scriveva, dopo le effimere vittorie delle sinistre, che “l’Italia è nel suo insieme ormai un Paese spoliticizzato, un corpo morto i cui riflessi non sono che meccanici. L’Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione”.

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Contro la violenza sulle donne

MAGRONE, PALMINA E LE SUE PAROLE HANNO CAMBIATO LA MIA VITA
Casacalenda, 16 novembre 2013 - intervista di Maurizio Cavaliere. Magrone ricorda il giorno in cui palmina martinelli gli parlò in punto di morte, rivelandogli i nomi dei suoi aguzzini. La 14enne di fasano morì data alle fiamme nel novembre 1981, si era rifiutata di prostituirsi.

=LA VIOLENZA ESIBITA=

di Francesca Di Ciaula

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DON TONINO BELLO - LA COSCIENZA E IL POTERE

IL POTERE, LA LEGGE, LA COSCIENZA
Don Tonino Bello ricordato dal sindaco di Modugno, Nicola Magrone, a Mola di Bari, il 16 ottobre 2013, con l'assessore regionale Guglielmo Minervini e don Gianni De Robertis.La speranza nel patto tra deboli, se non per rovesciare il potere almeno per attenuarne l'abuso. Tornare alle origini di don Tonino Bello è tornare alle origini del nostro popolo, cioè la Costituzione. Secondo il sindaco di Modugno, oggi la costituzione non deve essere modificata.

cronache dall'interno

=IL SINDACO DI MODUGNO NICOLA MAGRONE E LA SUA GIUNTA INCONTRANO I CITTADINI=
26 settembre 2013 - Filmato integrale dell'incontroPer la prima volta nella vita amministrativa di Modugno, l’amministrazione parla con i cittadini in un incontro pubblico.

Riprese e post produzione di Alberto Covella

Per discutere con il Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, questi gli indirizzi:
sede: via X marzo 88 - 70026 MODUGNO
posta elettronica: [email protected]
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rivista: www.sudcritica.it

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